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Giornata della Scienza italo-egiziana / Una mostra per spiegare cosa unisce occidente e mondo arabo

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Oggi si è svolta la Giornata Italo-Egiziana della Scienza, organizzata al Cairo, per sensibilizzare l’opinione pubblica e rievocare gli stretti collegamenti tra l’antica cultura araba e quella occidentale. Tra i relatori Massimiliano Franci, che per l’occasione ha presentato il suo libro “Astronomia Egizia”, tradotto in arabo. La Giornata è stata promossa dall’addetto scientifico dell’ambasciata d’Italia al Cairo, Franco Porcelli, in collaborazione con il Cultnat (Centro Documentazione del Patrimonio Culturale e Nazionale Egiziano), il Museo Galileo di Scienze di Firenze ed il Centro Patrimonio della Scienza dell'Università del Cairo. Ad arricchire la giornata, anche una mostra accanto alla sala del seminario dal titolo “Scienza patrimonio comune del Mediterraneo”. Tra gli oggetti in mostra, antichi strumenti scientifici arabi, come un astrolabio piano del XIII secolo in ottone dorato, un globo celeste di Ibn Said as Sahli, in ottone, del 1084-1085, ma anche il prezioso Telescopio di Galileo con il quale ribaltò la teoria copernicana della Terra centro dell’Universo. E ancora un microscopio sempre di Galileo. Durante il seminario, i relatori hanno ricordato i contributi dell’antichità egizia e del mondo islamico allo sviluppo dell’Europa medievale, facendo riferimento alla riscoperta di testi classici, come quelli di Aristotele. “È dunque impossibile ignorare che senza queste basi - ha detto qualcuno degli intervenuti - il Rinascimento italiano nel XV secolo e la nascita della scienza moderna nel XVII sarebbero stati fenomeni molto lontani e diversi. O forse non ci sarebbero stati nei termini che conosciamo”. “È per questo – dice ancora Franci - che è un grossolano errore parlare di conflitto di civiltà tra Islam e Cristianità, tra Oriente e Occidente e non battersi per ridare forza a quell'antica collaborazione che ha permesso lo sviluppo delle civiltà come lo conosciamo”. (Serena Marotta)



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