BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FASCINATION OF PLANTS DAY/ Piante che si trasferiscono: è l’era del “bioglobal”

Pubblicazione:

Coffea arabica  Coffea arabica

Originario dell’India, esso fu trasferito nei Caraibi e sulla costa nord del Brasile. Allo zucchero e alla sua coltivazione oltreoceano si collega, come è noto, la tratta degli schiavi dalle coste occidentali dell’Africa alle Antille e al Brasile. «Anche la storia del mais si lega a quella della tratta degli schiavi. Esso fu infatti introdotto nel Seicento in Africa occidentale dai portoghesi con lo scopo di poter disporre a basso prezzo del cibo necessario al mantenimento degli schiavi durante la traversata oceanica. Il mais era il cereale più adatto a essere trasferito in Africa: aveva una resa alta ed era più facile da coltivare del frumento (che richiede l’aratro) e del riso (che richiede un complesso sistema di irrigazione). Così mentre gli schiavi venivano trasferiti dall’Africa all’America per coltivare lo zucchero originario dell’Asia, il mais originario dell’America veniva trasferito in Africa per consentire il commercio dello zucchero in Europa. Mais, zucchero e schiavi costituirono il perno del commercio mondiale fino al Settecento».

A un certo punto nel trasferimento delle piante si introduce la scienza. Si prospetta un nuovo ruolo per il botanico, che si stacca dalla sua tradizionale posizione strettamente legata alla medicina e viene trascinato verso la sfera dell’economia e del potere politico fino al punto da assumere una funzione molto lontana da quella di partenza. Le due nazioni in cui l’intesa tra botanica e potere politico ed economico si concretizzò in maniera più palese e nello stesso tempo più efficace furono la Francia e la Gran Bretagna. «All’inizio del Settecento si compiono, per iniziativa congiunta del sapere scientifico e del potere politico, una serie di esperimenti sul caffè, originario dell’Etiopia. Tali esperimenti portarono come risultato all’invio, avvenuto nel 1723, nelle colonie caraibiche della Martinica e della Guadalupa di alcune decine di piantine dalle quali discenderà poi buona parte dei milioni di alberi che dai territori francesi d’oltreoceano, nel corso di tutto il periodo che va dalla metà del Settecento alla metà dell’Ottocento, riforniranno l’Europa illuminata della sua bevanda più rappresentativa».

Il contributo della scienza nel trasferimento delle piante vede ulteriori esperimenti nei secoli seguenti. Da quelli per trasferire le spezie, in particolare chiodi di garofano e noce moscata, dall’estremo oriente alle isole mascarene; all’introduzione dell’albero del pane da Tahiti alle colonie inglesi d’America con lo scopo di utilizzarlo come alimento base per gli schiavi neri trasferiti dall’Africa per lavorare nelle piantagioni di zucchero delle Antille britanniche. Un progetto che merita di essere ricordato è quello della trasformazione dei Giardini Reali di Kew, vicino a Londra, da giardini di piacere a centro di ricerca scientifico-botanica. Gli esperimenti compiuti a Kew furono numerosissimi e le conoscenze scientifiche acquisite furono all’origine, tra l’altro, del trasferimento del tè dalla Cina all’India.



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >