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ANNO DELLA LUCE/ Diaspro (Iit): ecco la super vista dei sistemi biofotonici

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Microscopio ottico a super risoluzione (Iit)  Microscopio ottico a super risoluzione (Iit)

«Il punto di forza della biofotonica è di poter operare sul vivente a temperatura ambiente, in condizioni quindi in cui il vivente non è fermo; ma allora questo movimento potrebbe far perdere il vantaggio della super risoluzione, dato che l’oggetto studiato è comunque in movimento. Si è dovuto raggiungere una posizione di compromesso e si è stabilito a 30 nanometri il livello che garantisce di vedere l’ultrapiccolo nei viventi senza perdere informazioni preziose».

Cosa si può studiare con la biofotonica e domani sempre più con la nanobiofotonica? Possiamo capire come funzionano i biosensori; possiamo sperimentare nuove metodologie terapeutiche e diagnostiche basate su nanoparticelle laser-attivabili; si possono sviluppare tecniche di microfluorimetria per la localizzazione di biomolecole; si può fare sperimentazione preclinica e clinica di laser-terapie fototermiche minimamente invasive in oculistica, neurochirurgia, dermatologia e chirurgia plastica.

E ancora, aggiunge Diaspro, si possono «studiare i biomateriali con i quali si possono sostituire parti del corpo umano; e si possono analizzare gli effetti della radiazione luminosa sui nuovissimi materiali biocompatibili come il grafene. Non solo: esistono dei nuovi materiali dei quali posso cambiare le proprietà fisiche, chimiche e batteriologiche utilizzando i fotoni. Infine, per toccare un tema in primo piano in questi mesi come la sicurezza alimentare, si può utilizzare la nanobiofotonica per vedere se ci sono delle contaminazioni nei cibi».

 

(Mario Gargantini)



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