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BIG DATA/ L'Europa schiera ASTERICS per catturare i raggi cosmici

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Un’altra struttura coinvolta nel programma è lo Square Kilometre Array (SKA), in corso di realizzazione in due sedi in Australia e Sud Africa: un progetto globale di scienza e ingegneria che mira a costruire la più grande rete di radiotelescopi al mondo. Una volta completato, SKA fornirà oltre un milione di metri quadrati di area di raccolta, con migliaia di radiotelescopi collegati con la rete di comunicazione ad alta velocità più potente mai usata in astronomia, trasportando i dati a una velocità che farà impallidire i moderni metodi di trasmissione via Internet.

È di pochi giorni fa la notizia della decisioni di stabilire al Jodrell Bank Centre dell’università di Manchester il quartier generale del progetto (preferendolo a Padova): superata la piccola delusione, gli italiani restano comunque in una posizione di primo piano in questo progetto che promette grandi avanzamenti nelle osservazioni astronomiche: tra gli obiettivi scientifici principali ci sono la materia oscura, l’energia oscura, le onde gravitazionali, la formazione delle primissime stelle e galassie dopo il big bang.

Dal km quadrato al km cubo: il terzo progetto supportato da Asterics sarà KM3NeT, un telescopio delle dimensioni appunto del km3, posto sul fondo del Mediterraneo a 3500 m di profondità con l’obiettivo di rilevare i neutrini, le elusive particelle provenienti dallo spazio e dotati di massa vicina allo zero. Sarà costituito da decine di migliaia di sensori ottici (fotomoltiplicatori),cioè “occhi elettronici” che formeranno un’antenna sottomarina in grado di identificare la scia luminosa prodotta in mare dalle rare interazioni dei neutrini di origine astrofisica con l’acqua.

I neutrini sono gli unici messaggeri cosmici che, non avendo carica ed essendo dotati di massa piccolissima, possono percorrere indisturbati grandi distanze senza risentire dei campi magnetici e senza interagire con la materia: ci potranno permettere di individuare in modo univoco le sorgenti di raggi cosmici da cui provengono. L’architettura del telescopio è ottimizzata per osservare i segnali dei neutrini di alta energia provenienti da oggetti astrofisici esplosivi sia galattici, come i resti di supernovae, sia extragalattici come i Nuclei Galattici Attivi e i Gamma Ray Burst.



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