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EXPO 2015/ Alla Cascina Triulza va in scena l'agrobiodiversità, con tutti i suoi attori

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Cascina Triulza  Cascina Triulza

Sarà uno dei primi momenti di parola di questa Expo2015 e affronterà diversi aspetti legati al tema centrale della manifestazione, letti attraverso la chiave della agro biodiversità: il convegno in programma domani presso l’Auditorium di Cascina Triulza si intitola appunto ''Un mondo (bio)-diverso: l'agrobiodiversità in un mondo che cambia'' ed è organizzato dal Dipartimento di Scienze BioAgroalimentari del CNR in collaborazione col Ministero per gli Affari Esteri Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo. «L’evento – dice a ilsussidiario.net il coordinatore dell’Istituto di Bioscienze e Biorisorse (IBBR) del CNR - intende approfondire l’interazione dei fattori che influenzano il mutamento dell’agrobiodiversità e comprendere la complessità delle relazioni esistenti tra le varie discipline attinenti al suo studio.

Per esempio, la selezione delle varietà e la trasformazione dei prodotti che mangiamo sono influenzate da differenti attori quali agricoltori, allevatori, nutrizionisti, economisti, esperti di sicurezza alimentare o di politiche agrarie ecc. Tuttavia, il consumatore non ha percezione diretta dei fattori e delle conoscenze che intervengono lungo la filiera né delle implicazioni etiche che le proprie scelte hanno sulla disponibilità delle risorse genetiche sul lungo termine». Se oggi l’uomo ha colonizzato praticamente l’intero pianeta, se si sono sviluppate le civiltà e le conoscenze, se il logos è potuto divenire la forza trainante dell’umanità, lo si deve – dicono al CNR - all’introduzione dell’agricoltura. Questa pratica «ha cambiato il paradigma della biodiversità, per cui accanto a una biodiversità naturale ne è sorta una legata all’agricoltura e all’allevamento: appnto, l’agrobiodiversità».

E si tratta di una diversità non statica ma mutevole nel tempo in base a vari fattori, tra cui il più importante è l’uomo, che la modifica continuamente attraverso pratiche agricole e scelte di consumo. Il convegno si snoderà a partire da una prima sessione è dedicata ai driver dell’agrobiodiversità, per poi analizzare le relazioni tra l’uomo e l’agrobiodiversità e in particolare la sostenibilità delle nostre scelte alimentari da un punto di vista ambientale, sociale ed economico; infine, attraverso la presentazione e il commento di documenti elaborati da appositi comitati internazionali, verranno illustrati i punti di vista della ricerca scientifica, senza la quali è difficile immaginare un mondo futuro (bio) diverso.

Anticipando i principali contenuti del suo intervento, Pignone sottolinea come negli ultimi 13000 anni uomini e piante abbiano strettamente intrecciato i loro destini e si siano modificati reciprocamente, al punto che si può dire che l’agricoltura segna l’inizio di una coevoluzione simbiontica tra uomini e piante. «Circa 13.000 anni addietro l’uomo comincia a coltivare le piante.



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