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LETTURE/ Geografia e povertà: quei 400 gradini che separano il Niger dalla Norvegia

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Certo è che tra i problemi a livello mondiale, ancora lontanissimi dall’essere non dico risolti ma nemmeno affrontati con un minimo di buona volontà, spicca quello della disuguaglianza abissale fra i popoli che hanno un tenore di vita misero e quelli maggiormente benestanti. Basti qui fare appena un cenno a un dato emblematico: la Norvegia è quattrocento volte più ricca del Niger o del Burundi. Come pensare che in un mondo globalizzato una simile macroscopica disparità sia solo un affare altrui? E di conseguenza: come illudersi che i poveri provenienti dalle regioni disagiate non cerchino in ogni modo di migliorare le proprie condizioni esistenziali emigrando in modo sempre più massiccio? Diamond non ha dubbi in proposito, sostenendo che sino a quando le differenze sul piano della ricchezza nazionale non diminuiranno, la gente non solo tenterà di emigrare con ogni mezzo e in qualsiasi modo anche a rischio di perdere la vita ma, peggio ancora, verrà sempre maggiormente allettata dalle sirene ingannatrici del terrorismo.



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