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MISSIONE FUTURA / Che cosa ha fatto Samantha Cristoforetti nello spazio? Esperimenti e obiettivi

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Samantha Cristoforetti (Infophoto)  Samantha Cristoforetti (Infophoto)

MISSIONE FUTURA, GLI ESPERIMENTI NELLO SPAZIO DI SAMANTHA CRISTOFORETTI - Dopo 199 giorni nello spazio, Samantha Cristoforetti torna sulla Terra. L’astronauta italiana ha stabilito il record di permanenza consecutiva nello spazio per una donna grazie alla missione Futura, progettata e organizzata dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) in collaborazione con l’Agenzia spaziale europea (ESA). Durante la missione (che assume il nominativo internazionale di "ISS 42/43") sono stati effettuati importanti esperimenti che riguardano la nanotecnologia, nonchè la possibilità di effettuare stampe con la tecnologia a 3 dimensioni (3D), indispensabile per il prosieguo dell’esplorazione spaziale. Compito della missione è inoltre quello di effettuare le manutenzioni programmatiche e di apportare alcune migliorie al modulo abitativo interno della stazione spaziale (alcuni moduli della stazione sono ininterrottamente nello spazio dal 1998). Il nome della missione, cosi come il logo e tutto il materiale pubblicitario, è stato scelto attraverso un concorso pubblico tenuto in Italia, paese organizzatore della "mission". La durata prevista è dal 23 novembre 2014 (giorno di decollo dal un complesso spaziale russo) al giugno di quest’anno, all’interno della missione sono stati portati a termine innumerevoli esperimenti tecnici e scientifici che hanno interessato vari argomenti. Scalpore ha fatto ad esempio la prova effettuata, in assenza di gravità, che vedeva la preparazione di un caffè tramite un dispositivo speciale che garantiva il passaggio di fluidi ad alta temperatura e con pressioni elevate. La costruzione di questa macchinetta del caffè speciale ha consentito lo studio d’innumerevoli materiali atti a garantire la fruibilità di liquidi alimentari, cosa indispensabile in occasioni di missioni a lunga durata.

Un altro importante esperimento ha visto il monitoraggio di malattie quali l’osteoporosi o la disfunzione naturale del ciclo sonno/veglia, tutte patologie che in caso di permanenze frequenti in assenza di gravità potrebbero alterare la percezione psico fisica degli astronauti. La missione "Futura", per la sua particolare conformazione e per gli esperimenti che sono stati svolti, si è sicuramente posta all’avanguardia nelle missioni a lunga permanenza: oltre alla Cristoforetti, alla missione hanno partecipato altri 5 astronauti (3 russi, 2 americani), guidati da Barry Eugene Wilmore un astronauta statunitense di 43 anni con all’attivo ben quattro missioni spaziali. La stazione spaziale costata 100 miliardi di euro, rimane permanentemente nello spazio, il cambio dell’equipaggio e i rifornimenti di viveri sono garantiti da navicelle spaziali, che tramite un complesso procedimento vengono agganciate all’ISS. L'"hotel spaziale", come è rinominato affettuosamente dagli astronauti, permane a un’altezza di 435 km e viaggia a una velocità vicina ai 28.000 km l'ora (cosa questa che gli permette di effettuare oltre 16 giri completi della terra al giorno). Non è la prima volta che l’agenzia spaziale italiana si cimenta nell’organizzazione di missioni spaziali a lunga durata. L’esordio in questa particolare modalità di esplorazione spaziale, per gli italiani, era avvenuto nel 2013 con la missione denominata "Volare" in cui ha partecipato il maggiore dell’aereonautica militare Luca Parmitano.



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