BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ECOLOGIA/ Lo sguardo aperto di John Muir, l'ambientalista "meravigliato"

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Yosemite Valley  Yosemite Valley

«L’intero panorama mostra un disegno, un intento, come le più nobili sculture dell’uomo. Quanta forza in questa bellezza! Colmo d’ammirazione, sarei pronto ad abbandonare tutto per lei. Grato, infinito lavoro mi sarebbe allora decifrare le forze che ne hanno forgiato i lineamenti, le rocce, le piante, gli animali, l’avvicendarsi glorioso delle stagioni. Bellezza incomparabile ovunque, sopra, sotto, creata e in atto di esser creata per sempre. Resto a guardare, semplicemente a guardare, con l’animo pieno di desiderio e stupore...» (5 giugno).

Lo sguardo ammirato e lo spirito pieno di gratitudine che emergono dalle pagine di questo diario gettano le basi anche per un moderno impegno ambientalista, altrimenti fondato sul pessimismo nei confronti della capacità di agire dell’uomo, e rivolto più a difendere che a custodire il creato. «L’equilibrio, dunque, non sta né nell’immobilismo dell’uomo, né nella sua “scomparsa” o diminuzione, ma nella coscienza che l’uomo ha di appartenere a Dio, anzi che tutto è di Dio perché da Lui proviene e a Lui ritorna. Dalla coscienza della universale signoria di Dio scaturisce e si fonda un rapporto di simpatia, gratitudine, rispetto e cura» (Card. Angelo Bagnasco – Il dialogo con la natura, un antico percorso – Brescia, 12 dicembre 2014).

È quello stesso sguardo che ha portato il santo di Assisi a cantare il suo “Laudato sii” e che ritroveremo nel “Laudato sii” di un altro Francesco quando fra qualche giorno ne leggeremo la nuova Enciclica.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.