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LAUDATO SI'/ Una riflessione "biologica" su qualche punto dell'enciclica

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Ma c'è anche un altro fattore in gioco: non è vero che le "mutazioni" sono "casuali", cioè indipendenti dalle necessità poste dall'ambiente. Oggi sappiamo che gli organismi modificano la loro informazione genetica (modificazioni epigenetiche) durante la loro vita in base a quanto richiesto dal contesto ambientale in cui vivono e queste modifiche sono trasmesse, almeno in parte, alle generazioni successive. C'è quindi una trasmissione ereditaria non solo genetica, ma anche epigenetica ed ecologia.

Cosa significa tutto ciò in relazione al rapporto uomo-ambiente in cui vive: dice in fondo che la legge di natura non è la competizione, ma la cooperazione, l'interazione costruttiva tra tutti i viventi che vivono ora e che ci hanno preceduto e ci seguiranno. E questa cooperazione si realizza in questo continuo flusso di informazione che pervade tutto il pianeta e proprio l'uomo, cioè quel livello di evoluzione del vivente che è capace di porsi domande del tipo "perché l'universo esiste e ha preso una strada che è giunta fino a noi?", che è in grado di cogliere questo messaggio e di assumerne tutta la responsabilità. Come chiede papa Francesco a tutti gli abitanti della "casa comune".



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