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ANNO DELLA LUCE 2015/Scienziati, filosofi e teologi insieme sulle note della sinfonia del sapere

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Metafisica, scienza e teologia  Metafisica, scienza e teologia
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La metafisica, essendo lo studio dell’ente in quanto ente, è il fondamento di tutte le scienze perché i principi da essa evidenziati sono validi per tutte le forme di sapere, essendo i principi che riguardano ogni ente, indipendentemente dai diversi campi di indagine studiati; in questo senso essa è la “filosofia prima” come sosteneva Aristotele, infatti il termine “metafisica”, come è noto, è stato usato per motivi redazionali.

Ogni scienza definisce il suo oggetto di indagine, ma ciò è impossibile per la metafisica perché il proprio oggetto, cioè l’ente, è indefinibile perché ogni definizione implica un genere prossimo e una differenza specifica, ad esempio, l’essere umano è definito dal genere prossimo “animale” e dalla differenza specifica “razionale”. L’ente, però, non può essere compreso né da un genere né da una specie, perché i concetti di genere e di specie presuppongono il concetto di ente, poiché il genere è ente e la specie è ente. Non c’è nulla che non sia ente, anche il concetto di nulla è un ente, infatti è qualcosa, anche se è un ente non reale ma logico, poiché significa negazione dell’essere. 

L’ente non essendo inquadrabile in nessun genere e in nessuna specie è quindi indefinibile, ma è descrivibile, infatti esso è semplicemente “ciò che è”. Il concetto di ente è quindi composto da due significati distinti e connessi tra loro: “ciò che” e “è”. Ciò che denota la cosa e l’essenza di questa, mentre l’è si riferisce all’esistenza o all’atto di essere della cosa. 

Il concetto di ente è indefinibile perché è il più universale di tutti; anche il concetto di “definizione” è ente. Al di fuori dell’ente c’è solo il ni-ente o nulla. Il nulla è nulla nell’ambito della realtà, del pensiero, del linguaggio. Ogni realtà è qualcosa che è, quindi è un non-nulla. Ogni pensiero è qualcosa di pensato; anche il concetto di nulla (non essere assoluto) è qualcosa. Ogni parola è qualcosa di detto; anche la parola nulla è qualcosa.

(…) Dal Positivismo ottocentesco si sono originate nel tempo il Neo-positivismo e la filosofia della scienza odierna, popperiana e post-popperiana, la quale non si riconosce nelle posizioni di Comte. Essa infatti non assolutizza il valore della conoscenza scientifica perché la razionalità scientifica è considerata come unaforma di razionalità, ma non l’unica. Infatti, secondo Popper, il sapere scientifico è caratterizzato dalla falsificabilità o controllabilità delle sue teorie, deve cioè essere possibile estrarre da esse delle conseguenze che possono essere confermate o smentite dai fatti. Il criterio della controllabilità empirica delle teorie è il criterio di demarcazione tra la scienza e tutti gli altri tipi di sapere, come ad esempio la metafisica e la teologia.

Ogni scienza, come è stato detto prima, analizza l’ente da un particolare punto di vista, cioè secondo uno specifico oggetto formale, e secondo una specifica tecnica di indagine, ma tutto ciò non contraddice l’indagine che la metafisica conduce riguardo all’ente in quanto tale con una metodologia sua propria.

Scienza e filosofia sono gradi di sapere che non soltanto non si contraddicono ma contribuiscono ad accrescere il sapere umano. In generale, la filosofia e la scienza sono due gradi di sapere che si integrano tra di loro e ciò è particolarmente evidente nella bioetica, la quale è una scienza interdisciplinare, che si avvale del contributo, oltre che della filosofia, della biologia, della medicina, del diritto, ecc. 

Il bioeticista Lucas Lucas ha dimostrato nei suoi studi che, dal punto di vista filosofico, l’essere mano è persona già dal momento del concepimento dell’embrione, e, dal punto di vista della scienza biologica, l’embrione è un nuovo organismo che inizia ad esistere quando lo spermatozoo paterno si fonde con l’ovulo materno. Questo organismo è un organismo umano, cioè appartiene alla specie biologica umana.



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