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ORA ESATTA/ Buone notizie per i frettolosi: oggi abbiamo un secondo in più

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Il problema degli orologi è che ormai nella vita quotidiana tutti facciamo riferimento al Coordinated Universal Time (UTC), il tempo misurato dagli orologi atomici (ce ne sono una settantina in tutto il mondo) nei quali la durata di un secondo si basa sulle transizioni elettromagnetiche misurabili in atomi di cesio: sono processi così affidabili che un orologio al cesio può arrivare a una precisione di un secondo su 1400 mila anni.

Il ritardo dovuto al rallentamento terrestre può sembrare trascurabile ma non lo è per una serie di attività non secondarie che vanno dal funzionamento del sistema aeroportuale, alla gestione dei satelliti, ai mercati finanziari. Per questo, per sincronizzare gli orologi atomici con la rotazione terreste, poco più di quarant’anni fa si è arrivati alla decisione di aggiungere ogni tanto un secondo (il cosiddetto second leap o secondo intercalare) come accade oggi e come è avvenuto già 26 volte, l’ultima il 30 giugno del 2012.

La decisione però non è così pacifica. A parte qualche inconveniente segnalato a seguito della precedente operazione di sincronizzazione, c’è il fatto che il rallentamento del moto rotatorio del pianeta non è costante ed è sempre sotto osservazione; secondo certi dati la Terra starebbe rallentando di meno e quindi alcuni propongono di abolire il second leap. Se ciò avverrà lo sapremo al termine di questo 2015, quando si riunirà la International Telecommunication Union, l’Agenzia dell’ONU deputata a gestire le questioni relative al settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Per ora godiamoci questa giornata “prolungata”.

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