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AMBIENTE/ Studiare il mare per capire l’atmosfera; e viceversa

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Tutti processi che avvengono all’interfaccia oceani-atmosfera e che possono essere studiati meglio all’interno di un quadro globale». All’Istituto di Biofisica del Cnr di Pisa la Santinelli si occupa proprio del ciclo del carbonio in mare, con particolare attenzione al carbonio organico disciolto e quindi nell’ambito di Solas studia «come l’ input del carbonio organico dall’atmosfera vada a influenzare il relativo ciclo in mare ma anche, viceversa, come la concentrazione in mare può favorire il passaggio di molecole organiche in atmosfera».

Sono studi che richiedono dati raccolti in situ, quindi attraverso apposite campagne che si aggiungono ai dati storici raccolti finora. Attualmente l’attività si sta sviluppando con alcuni programmi che attendono la disponibilità della nave Urania per una prossima campagna oceanografica integrata atmosfera-mare. E ci sono altri progetti inseriti nella rete SOLAS, come il progetto “Air-Sea Lab: Climate air pollution interaction in coastal environment”, che vede in primo piano i ricercatori dell’ISAC guidati da Maria Cristina Facchini, membro del comitato scientifico di SOLAS internazionale. Una ricerca che si inscrive nel tema generale dei cambiamenti globali e del loro impatto sulla qualità dell’aria e sul sistema climatico, studiando i processi emissivi, di trasformazione e deposizione di sostanze in tracce derivanti dai cicli biogeochimici naturali degli oceani o degli ecosistemi terrestri, oltre che dalle attività umane.



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