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TEORIA DELLA RELATIVITÀ/ Cent’anni di equazioni per spiegare buchi neri e lampi gamma

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Albert Einstein  Albert Einstein
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Dopo i buchi neri, «un altro grande pilastro dell’astrofisica relativistica» sono i lampi gamma (Gamma-Ray Bursts, GRB), le gigantesche esplosioni osservate e misurate nel 1997 dal satellite italo-olandese Beppo Sax, che mostrano un range di energia dell’ordine di 10 alla 54 erg, come era stato predetto da Ruffini e Thibault Damour poco dopo la loro scoperta 24 anni prima.

Siamo quindi all’ultima fase di questo secolo di relatività generale: dove un ruolo di primo piano è svolto da ICRA, fondato nel 1985 da Ruffini, Giacconi, Salam, Paul Boynton, Francis Everitt, Fang Li-Zhi e l’allora direttore della Specola Vaticana George Coyne; e successivamente da ICRANet, avviata nel 2005 per supportare tutte le aree di ricerca connesse con la relatività. Che sono poi quelle di cui si discuterà in questa settimana a Roma, in particolare: oggi matematica e relatività; domani gli aspetti quantistici della gravità; mercoledì i test di precisione della relatività generale; giovedì l’astrofisica relativistica; venerdì cosmologia e astro particelle; sabato storia della fisica e nuove frontiere.

E non mancheranno le stelle di prima grandezza del firmamento relativistico: a cominciare dai premi Nobel Gerard 't Hooft e Samuel C. C. Ting e da Stephen Hawking, del quale è previsto l’intervento in teleconferenza questa sera alle 19.45 sul tema: “Fire in the Equations”.

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