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TEORIA DELLA RELATIVITÀ/ Cent’anni di equazioni per spiegare buchi neri e lampi gamma

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Albert Einstein  Albert Einstein

Ricevere il Premio Marcel Grossmann nel 2015 significa legare doppiamente la propria attività scientifica alla memoria di Albert Einstein. È quello che accadrà questa mattina nell’Aula Magna dell’Università La Sapienza a Roma, a quattro scienziati e ad una istituzione internazionale; l’istituzione è l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), per i grandi contributi portati dalla sue missioni all’astrofisica e alla cosmologia; gli scienziati sono: il celebre cosmologo Martin Rees, per gli studi sui buchi neri e sulle onde gravitazionali; il giapponese Ken’ichi Nomoto, per le ricerche sui sistemi binari nelle fasi finali dell’evoluzione stellare; il russo Yakov Sinai, per le applicazione della matematica del caos alla cosmologia; e la giapponese Sachiko Tsuruta, per gli studi pionieristici sulle stele di neutroni.

Abbiamo parlato di doppio valore “einsteiniano”, perché il premio cade nell’anno che celebra i 100 anni dalla prima formulazione delle equazioni della relatività generale e perché è intitolato a Marcel Grossmann, grande amico di Einstein e suo collaboratore negli sviluppi matematici della rivoluzionaria teoria. Ed è stato proprio pensando a questa amicizia e a questa collaborazione che nel 1975 il premio Nobel Abdus Salam e il fisico italiano Remo Ruffini hanno dato vita ai Marcel Grossmann Meetings, che ogni tre anni radunano la comunità scientifica mondiale per fare il punto sugli sviluppi delle teorie gravitazionali e della relatività generale, con particolare attenzione ai fondamenti matematici e alle previsioni fisiche.

Questa 14esima edizione del Marcel Grossmann, che inizia oggi a Roma, si tiene in un anno speciale per la fisica, come ha detto a IlSussidiario.net lo stesso Ruffini, docente di fisica teorica presso "La Sapienza", presidente dell'International Centre for Relativistic Astrophysics (ICRA) e chairman del convegno: «Il 2015 è stato indicato dall’Onu come Anno della Luce, è il centenario dell’anno in cui Albert Einstein formulava le equazioni della relatività generale ed è anche il cinquantesimo anniversario della nascita della astrofisica relativistica. Le equazioni della relatività generale sono senza dubbio il risultato della brillante intuizione fisica di Einstein fondata dal punto di vista matematico sul lavoro dei matematici italiani Gregorio Ricci Curbastro, dell’Università di Padova, e Tullio Levi Civita, dell’Università di Roma “La Sapienza”. Una simile combinazione, così unica nella storia della fisica e della matematica, ha prodotto quella che è probabilmente la più alta espressione del pensiero dell’Homo Sapiens. Un ruolo essenziale per questo risultato ha avuto l’intervento di Grossmann, dell’Università di Zurigo, molto vicino a Einstein e che aveva una conoscenza approfondita della scuola di geometria italiana».



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