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MOBILITÀ/ Idea: una bicicletta in un pacchetto da trenta litri

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Prototipo di Bike Intermodal  Prototipo di Bike Intermodal

Al centro della ''bicicletta intermodale'' vi è un telaio pretensionato che si apre e si chiude come il carrello di atterraggio di un aereo, realizzato in alluminio pressofuso o magnesio e cavi nautici. La start-up sta anche valutando la possibilità futura di utilizzare grafene per rinsaldare e alleggerire ulteriormente la struttura.

Un’altra linea produttiva che hanno seguito, ha preso spunto dall’industria automobilistica, dove c’è la produzione automatica: «la nostra bici è realizzata con sub-assemblaggi e può essere tutta montata da robot».

C’è anche un’innovazione a livello potremmo dire commerciale, che deriva dal fatto che il package, come si è visto, è piuttosto piccolo: «ciò consente soluzioni di spedizione e consegna più flessibili e adattabili: pensiamo alle nuove soluzioni di logistica dei lockers, cioè degli armadietti analoghi alle cassette di sicurezza collocati dagli spedizionieri in vari punti delle città superando così lo scoglio delle consegne a domicilio quando non si trova in casa il destinatario».

Resta il tema dei costi, che è un po’ prematuro non trattandosi ancora di un prodotto commerciale; Belli però aveva già dichiarato che «quando il prototipo sarà ultimato e ottimizzato, la bicicletta costerà 800 euro, nella versione senza motore e 1.300 euro per il modello con motore; il costo del modello base, con la versione a scatto fisso, potrebbe scendere a 500 euro».

Nel frattempo la Bike Intermodal sta collezionando premi: dalla Marzotto Start-Up competition, al Philip Morris Science & Technology Prize Italy, al XXI Compasso d'Oro.



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