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BIG DATA/ Un “macroscopio elettronico” per capire la città (e dintorni)

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Come ha detto durante la presentazione Marco Brambilla, docente di Ingegneria del Software al Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico, «Urbanscope raccoglie la sfida di affrontare la complessità delle nostre città attraverso il monitoraggio, l’integrazione e l’analisi di dati provenienti da multiple sorgenti. Ciò è reso possibile oggi grazie a tecniche di integrazione e analisi di grandi quantità di dati (Big Data), che provengono da flussi continui (stream) di informazione. Il cuore di Urbanscope è un motore che monitora e integra dati eterogenei effettuando estrazioni ed aggiornamenti continui di tali dati, interrogando in modo massiccio attraverso algoritmi efficienti una serie di servizi web. Tali dati sono poi resi disponibili su database moderni NO-SQL per l’analisi e l’estrazione di informazioni aggregate».

Per avviare il progetto Urbanscope, il Politecnico milanese ha messo in campo un team interdisciplinare formato da docenti e ricercatori di quattro dipartimenti: il già citato Dipartimento di Elettronica, il Dipartimento di Design, il Dipartimento di Ingegneria Gestionale e Dipartimento di Matematica. Insieme i ricercatori hanno individuato le fonti di alimentazione dalle quali trarre i dati, gli strumenti informatici da utilizzare per il loro trattamento e le ''lenti'' per la lettura dei dati stessi. Per ora hanno messo a fuoco quattro “lenti”, corrispondenti a quattro domande, o chiavi di lettura con le quali leggere la vita della città; trovando alcune conferme (come quella del Duomo) e alcune sorprese.

La prima lente esplora la domanda: ''quali parti del mondo parlano con Milano e a quali parla Milano?'', visualizzando la distribuzione geografica delle chiamate telefoniche con cellulare effettuate da Milano e verso Milano. Si scopre ad esempio che nell’ultimo mese il record di chiamate dirette a Milano veniva dalla Svizzera (157.829) e che in genere la maggior parte delle chiamate da cellulare risultano da e verso i Paesi dell’Unione Europea; ma è anche interessante notare che le chiamate verso l’Est, Russia e Cina in particolare, sono più numerose rispetto a quelle verso l’Ovest (Nord America).

La seconda lente visualizza la città esplorando le migliaia di messaggi che vengono scambiati a Milano attraverso Twitter. Questa chiave di lettura, che segue la lingua dei messaggi, rivela le tre città digitali attive a Milano: una che parla in italiano con se stessa e l’Italia, una internazionale che parla in inglese con il resto del mondo e una Milano multi-etnica, proiettata verso le nuove comunità cittadine e quelle di origine.



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