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ELETTRONICA/ Il nuovo Polifab: benvenuti nell’officina del XXI secolo

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Sistema di etching e sputtering a fascio ionico (Polifab)  Sistema di etching e sputtering a fascio ionico (Polifab)
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Completano il quadro la stanza denominata back end, per il trattamento dei wafer, la wet area, per i processi di etching chimico, e lo spazio per la caratterizzazione metrologica. C’è da aggiungere che il Polifab mette a disposizione degli utenti anche un laboratorio per la funzionalizzazione biochimica delle superfici. La Clean Room inoltre è circondata da un cluster di laboratori che operano nei campi della fotonica integrata, del fotovoltaico, della biosensoristica, della spintronica, dell'elettronica organica e della strumentazione elettronica integrata. Lacaita ci illustra i progetti già avviati, che attualmente coinvolgono ricercatori del Dipartimento di Elettronica Informazione e Bioingegneria, il Dipartimento di Fisica e il CIFE.

Il primo, denominato Eschilo (Early Stage Cancer diagnosis via HIghly sensitive Lab-On-chip), che si è sviluppato seguendo la Clean Room nella sua costruzione, è finalizzato alla realizzazione di dispositivi per diagnosi precoce del cancro, in collaborazione con Ifom e finanziato da Fondazione Cariplo.

Un secondo progetto, Stalking Light al quale è interessata un’azienda come Huawei, nasce dall’idea di poter rilevare la presenza della luce all’interno di guide fotoniche senza utilizzare la luce stessa, quindi potremmo dire in modo non invasivo. Si basa sulla rilevazione di un debolissimo segnale elettrico capacitivo generato dalla luce ai morsetti di una metallizzazione posta agli estremi della guida: un’operazione che richiede dispositivi molto sensibili, in grado di rilevare capacità dell’ordine della decina di zeptoFarad (zepto sta per millesimo di miliardesimo di miliardesimo).

Il terzo, il progetto Rescue, che ha ricevuto un grant ERC e vede l’interesse di Intel, ha l’obiettivo di realizzare alla nanoscala circuiti neuromorfi, cioè che imitano l’elaborazione del segnale nel cervello umano, e lo fanno con una minima dissipazione di energia. Infine il progetto Scuola, promosso dal consorzio CIFE in collaborazione con A2A, per mettere a punto materiali innovativi per fotovoltaico ad alta efficienza di nuova generazione.



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