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FISICA/ Un decimo di secondo (e un gran freddo) per osservare il superfluido

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L’apparato sperimentale del gruppo di Ketterle (Foto: Bryce Vickmark)  L’apparato sperimentale del gruppo di Ketterle (Foto: Bryce Vickmark)

«Quando abbiamo avuto l'idea – hanno detto i ricercatori - eravamo davvero entusiasti per la sua semplicità. Tutto quello che abbiamo dovuto fare è stato allora prendere due fasci laser adatti e allinearli con attenzione con angoli specifici: dopo di che gli atomi hanno iniziato bruscamente a cambiare il loro comportamento assumendo quello voluto. L'esperimento comunque è stato nel suo insieme abbastanza complicato, dovendo coordinare raggi laser, elettronica e magneti con la preoccupazione di mantenere tutto stabile».

Alla fine, sono stati in grado di mantenere il gas superfluido stabile per un decimo di secondo. Durante quel periodo, il team ha ripreso le immagini del tempo-di-volo della distribuzione degli atomi per poter catturare la topologia, cioè la forma, del superfluido. Queste immagini rivelano anche la struttura del campo magnetico: qualcosa di ben conosciuto ma mai direttamente visualizzata fino ad ora.

Ketterle  è soddisfatto per essere così riuscito a verificare e identificare lo stato superfluido: «Se riusciremo a ottenere campi magnetici sintetici con un controllo ancora migliore, avremo aperto una nuova finestra nel mondo quantistico e il nostro laboratorio avrà davanti anni di lavoro su questo argomento, collegandole con i più avanzati programmi di ricerca sui materiali».

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