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MEETING RIMINI 2015/ Siamo tutti fratelli di… acqua

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Ma chi ci dice quando dobbiamo bere? «Sentiamo la bocca asciutta, la gola secca, non riusciamo a deglutire: bocca e gola sono le sentinelle avanzate che ci danno notizia che ci stiamo disidratando ed è venuto il momento di bere per compensare la mancanza di liquido. Ma il segnale parte dal sangue: se manca acqua nel sangue aumenta la concentrazione dei sali e la pressione osmotica fa sentire la sua voce; bisogna intervenire o riducendo la diuresi o bevendo o tutte e due le cose insieme. Ci sono comunque alcune cellule specializzate, gli osmorecettori, che percepiscono l’incipiente disidratazione, la segnalano ai neuroni dell’ipotalamo (una struttura nervosa alla base dei due emisferi cerebrali) che inducono lo stimolo della sete e favoriscono la liberazione di un particolare ormone antidiuretico».

C’è un’altra funzione dell’acqua, oltre a quella di colmare la sete, che la mostra ci segnala: è la regolazione della temperatura dell’organismo. Ce ne siamo ben accorti in questa estate calda. «Per resistere alle temperature elevate il corpo umano usa il sistema della sudorazione. Con la sudorazione, prodotta attraverso le ghiandole sudoripare, le molecole di acqua si allontanano dalla superficie del corpo sottraendo energia, che si disperde come calore e il corpo si raffredda».

Per fortuna accade così. Diversamente avremmo potuto imitare i cactus, come quello emblematico che si incontra al centro della mostra: queste piante immagazzinano, quando piove, tutta l’acqua che possono e la tengono al loro interno come fossero degli enormi serbatoi ermetici, sfruttando l’elevato calore specifico dell’acqua la quale richiede tanta energia termica per innalzare la sua temperatura. Possono così resistere al Sole delle praterie senza andare arrosto. «Ma per noi sarebbe un po’ scomodo: dovremmo imbottirci di acqua oltre misura. Meglio sudare».

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