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ASTRONOMIA/ Benvenuti (IAU): esopianeti in primo piano (e un voto per scegliere i loro nomi)

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Tutte queste attività trovano il loro momento di sintesi in specifici e molto selezionati simposi scientifici annuali e, ogni tre anni, nella Assemblea generale; quest’anno a Honolulu si terranno insieme all’assemblea anche sei dei nove simposi annuali, oltre a 22 workshop minori per coprire tutte le aree di interesse del momento. Quindi per Benvenuti si prospetta una maratona di due settimane prima di insediarsi negli uffici centrali della IAU a Parigi.

Tornando all’attività dell’Unione, chiediamo al nuovo segretario generale se ci sono iniziative particolari relative ai grandi progetti di costruzione di nuovi osservatori o alle nuove missioni scientifiche spaziali. «C’è una divisione specifica che offre un forum di discussione per le grandi facilities. La IAU di per se non entra – non ha il mandato per farlo - nella definizione o promozione di questi progetti, che sono affidati a consorzi specifici (come avviene per l’ESO, European Southern Observatory, o per il futuro telescopio SKA, Square Kilometre Array); mette però a disposizione la propria esperienza e la propria autorità per allargare la discussione e il confronto, che in questo momento è molto importante».

Proprio qui alle Hawaii in questi anni si è sviluppata una protesta contro la costruzione del Thirty Meter Telescope (TMT) sulla cima di Manua Kea. Nei prossimi giorni alla IAU si aspettano qualche manifestazione da parte coloro che, invocando la sacralità di quella montagna, vedono nella costruzione del telescopio un attentato alle antiche tradizioni. «Su Manua Kea però ci sono già diversi osservatori e in realtà questa protesta sembra più dettata da motivazioni di tipo politico, nelle quali ovviamente noi non intendiamo entrare; considerando anche che la IAU non è direttamente coinvolta nella costruzione del TMT. Siamo comunque a favore di tutti gli avanzamenti strumentali che possano portare a un progresso dell’astronomia; ma poi di volta in volta sono i singoli consorzi e le comunità locali che devono affrontare e dirimere tutte le questioni che si pongono per una nuova facility».

Benvenuti tiene a sottolineare un’altra attività molto importante della IAU, avviata circa 4 anni fa a seguito del successo ottenuto dall’Anno Internazionale dell’Astronomia: è la costituzione dell’Office of Astronomy for Development, quindi di un ufficio specifico non per lo sviluppo dell’astronomia ma finalizzato alla “astronomia per lo sviluppo”. «È ospitato presso l’osservatorio astronomico del SudAfrica a Cape Town e si occupa di implementare un piano strategico, proposto e approvato tre anni fa, che prevede l’utilizzo dell’astronomia come veicolo per avvicinare le nuove generazioni alla scienza. Soprattutto in quei Paesi dove l’astronomia non ha lo stesso sviluppo che altrove».



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