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ASTRONOMIA/ Benvenuti (IAU): esopianeti in primo piano (e un voto per scegliere i loro nomi)

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Il progetto prevede la costituzione di centri regionali, coordinati dall’ufficio centrale, dove si sviluppano iniziative di education e outreach per ogni situazione locale; in Africa ce ne sono già tre, altri sono attivi in Cina, in Corea, in Colombia altri ancora verranno avviati in Armenia e in Giordania. «Si sta creando una rete di centri col compito di promuove l’astronomia nelle università e nelle scuole, anche primarie, nonché di diffondere la cultura astronomica presso il grande pubblico. Questa attività ha avuto una recente revisione esterna che ha dato ottimi risultati, confermando la bontà dell’intuizione iniziale. Ciò vale anche in aree con grandi criticità sul piano sociale e politico: ad esempio, abbiamo recentemente approvato la costituzione di un centro regionale in Nigeria, pur consapevoli dei grandi problemi presenti ma convinti che promuovere la cultura e la scienza sia un modo per aiutare le popolazioni a trovare un equilibrio e a progredire».

Nei prossimi giorni a Honolulu saranno tanti i temi sul tappeto e alcuni particolarmente caldi o stimolanti. «Forse il tema che ha più risonanza è quello dei pianeti extrasolari, portati alla ribalta internazionale anche dai recenti annunci della Nasa sulle scoperte del satellite Kepler. All’Assemblea IAU ci saranno degli workshop dedicati a queste ricerche, per fare un quadro complessivo di come avanzano le conoscenze in questo campo.

Una delle iniziative delle quali Benvenuti ci preannuncia il lancio riguarda la denominazione dei nuovi esopianeti: «Abbiamo visto che ci sono numerosi sistemi planetari simili al nostro, ne abbiamo scelti una ventina, consolidati e con più pianeti, e abbiamo lanciato la richiesta a gruppi di astrofili e associazioni culturali di tutto il mondo di proporre dei nomi che sostituiscano le denominazioni tecniche finora attribuite (come l’ultima di kepler 452). Le proposte verranno votate dal pubblico, con una votazione aperta a tutti.  Abbiamo così voluto seguire la tradizione antica di dare ai corpi celesti dei nomi significativi e far riflettere sulla necessità di legare questi nomi alla storia e alla cultura umana e alle tradizioni più profonde del “nostro” pianeta. L’iniziativa si concluderà quando avremo un numero di voti sufficiente e allora dichiareremo i nomi ufficiali, che si affiancheranno comunque alle denominazioni tecniche».

L’assemblea che inizia oggi alle Hawaii è quindi per il mondo astronomico, e per Benvenuti in particolare, ricca di aspettative «per i risultati scientifici, che si prospettano interessanti soprattutto per quanto riguarda l’evoluzione cosmologica e il problema della materia oscura sul quale si annunciano novità. Ma oltre a questi, l’assemblea 2015 evidenzia il passaggio a una nuova struttura della IAU, con le nove divisioni e con un rinnovamento anche nelle commissioni, che sono una sessantina, per rispettare meglio l’attuale stato della ricerca astronomica. Mi aspetto che ciò possa dare nuova vita all’Unione perché vedo più entusiasmo partecipativo e desiderio di dare più visibilità a ciò che studiamo e scopriamo.

(Mario Gargantini)



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