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MISSIONE ROSETTA/ La cometa sta arrivando al capolinea solare e la sonda europea sarà lì

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Diversa è la distanza tra la Terra e la cometa e dipendente dalle loro posizioni relative nel Sistema Solare: al perielio, la cometa sarà a 265 milioni di km da noi, ma saremo più vicini (222 milioni di km) nel gennaio-febbraio 2016.

Chi si troverà nella posizione ideale, come abbiamo detto, sarà Rosetta che in questo caso non dovrà neppure compiere operazioni speciali o difficili come è stato per l’aggancio del nucleo e per la discesa del lander Philae sulla sua superficie. Il team dell’ESA che segue la missione parla di un periodo di “business as usual” e spera di poter spingere la sonda più vicino possibile alla cometa durante perielio, per poter effettuare osservazioni scientifiche senza compromettere la sicurezza del veicolo: negli ultimi mesi, infatti, non è stato possibile operare più vicino di 150 km senza incorrere in difficoltà causate dalle grandi quantità di polvere attorno alla cometa.

Comunque le immagini dello storico passaggio non mancheranno: c’è la foto camera di navigazione NavCam che cattura le immagini più volte al giorno è c’è la fotocamera scientifica Osiris che ha un determinato slot di riprese. Il 13 agosto il tempo necessario a Rosetta per comunicare con la Terra, cioè il tempo di percorrenza del segnale di sola andata, sarà di 14 min e 44 sec. E poi c’è chi non dispera nella possibilità che Philae sia operativo durante il perielio: il lander è tuttora sulla superficie della cometa, anche se non è nota la sua esatta posizione; e da due mesi ha ristabilito le comunicazioni con la sonda, anche se il collegamento finora è stato intermittente.

E dopo il perielio? Rosetta continuerà a seguire la cometa nel suo tragitto verso il Sistema Solare esterno, osservando come l'attività si riduce nel tempo e monitorando eventuali modifiche o fenomeni particolari. La missione è programmata per continuare fino a settembre 2016, quando è previsto che Rosetta ricada a spirale sulla superficie di Chury, dove le operazioni si concluderanno.

Nel frattempo si intensifica il lavoro scientifico di analisi della gran quantità di dati raccolti finora dai diversi strumenti a bordo della sonda e del lander. È di pochi giorni fa la pubblicazione su Science di sette nuovi articoli basati sui dati raccolti da Philae: i risultati delle analisi ci danno l’identikit di un nucleo compatto ma molto poroso, con la superficie dell’area di atterraggio Agilkia più soffice di quella del punto di arrivo finale Abydos; e con l’identificazione di 16 composti organici, quattro dei quali - isocianato di metile, acetone, propionaldeide e acetamide – non erano mai stati rilevati su una cometa.



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