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ANNO DELLA LUCE/ Combattere l'inquinamento luminoso, nel segno del Cigno

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I racconti mitologici che gli antichi hanno voluto associare a questa costellazione sono diversi e molto diffusi. Tra i più celebri c’è quello contenuto ne Le Mille e una notte, dove un enorme volatile trasporta, aggrappato ai suoi artigli, Sindbad il marinaio verso la Valle dei Diamanti. Il racconto più noto è quella della mitologia greca: è il dio Giove che, per sedurre la bellissima Leda, moglie del re di Sparta Tindaro, si trasforma in un cigno; dall’unione con Leda nasceranno Castore e Polluce, Clitennestra ed Elena, la futura moglie di Menelao che sarà all’origine della guerra di Troia.

Questa costellazione è stata molto osservata e contiene molti corpi celesti interessanti. In particolare è stata resa celebre negli anni 70 per la scoperta, ad opera della missione Uhuru guidata dal premio Nobel italiano Riccardo Giacconi,  della sorgente a raggi X Cygnus X-1 al cui interno è stata riconosciuta per la prima volta la presenza un buco nero. Un altro oggetto molto rappresentato è la nebulosa NGC7000, più nota come nebulosa Nord America per via della sua particolare forma.

Una volta capito qual è la costellazione del mese, le operazioni da compiere per chi volesse partecipare alla campagna Globe at Night 2015 sono scandite in quattro semplici passaggi: sul sito web della campagna si cercano le coordinate della località da dove si intendono compiere le osservazioni; si esce all’aperto un’ora dopo il tramonto (tra le 20 e le 22) e si lasciano adattare gli occhi all’oscurità (naturalmente non ci deve essere la Luna); sempre sul sito della campagna si compila un modulo nel quale si devono indicare il grado di nuvolosità del cielo e si deve scegliere tra le sette carte celesti riportate quella che più si avvicina alle condizioni di visibilità riscontrate; infine si possono confrontare in tempo reale su una mappa interattiva le proprie osservazioni con quelle registrate da migliaia di altri cittadini-astronomi in tutto il mondo.

Le osservazioni ''popolari'' vanno a integrarsi in una grande data base mondiale che arricchisce le informazioni a disposizione degli scienziati sul fenomeno dell’inquinamento luminoso del Pianeta.

Nel 2015 finora sono già stati attivati quasi 18mila punti osservativi, in 98 Paesi; lo scorso anno sono stati quasi 21mila e il risultato sintetico, abbastanza prevedibile, è stato che già alla magnitudine 3 si riscontra un limite di visibilità nella maggioranza delle località.



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