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SCOPERTE/ Ecco come hanno fatto a scoprire la nuova Stonehenge

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(InfoPhoto)  (InfoPhoto)

In un certo senso. C’è però una importante differenza rispetto alla termografia: l’immagine termografica sostanzialmente è una fotografia, perché il segnale non penetra o penetra pochissimo nel materiale. Viceversa per il GPR, che quindi dà come risposta una sorta di filmato, una sequenza di fotogrammi: sono una serie di fotografie a profondità diverse, dal cui esame si possono ricostruire le geometrie tridimensionali degli oggetti esplorati. Si possono così riconoscere e distinguere i manufatti umani dalle conformazioni geologiche: ad esempio un muro costruito dai romani avrà una geometria con spigoli e lati lunghi e diritti mentre in certi terreni si potranno rintracciare radici di alberi o altri elementi naturali totalmente irregolari. Si comprende quindi come una simile visualizzazione di serie di fotografie a vari livelli sia ideale per le indagini archeologiche. In tutte quelle situazioni dove c’è un contrasto delle proprietà elettromagnetiche dei materiali il georadar raccoglie un’eco: quindi individua il contrasto tra un sedimento e una pietra ma anche quello tra terreno e una cavità, come una stanza o una conduttura.

 

Dipenderà molto anche dalla natura dei terreni…
Certo, la profondità e il riconoscimento degli oggetti dipende anche dai terreni: ci sono situazioni più favorevoli altre meno. In Inghilterra ci sono spesso situazioni favorevoli, che permettono buone penetrazioni, e quindi è abbastanza logico che nel sito di Durrington Walls si sia ottenuto questo risultato.

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