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CLIMA/ Radar e sonde aiutano a spiegare le piogge estreme

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Modello concettuale di precipitazioni intense e stazionarie nella regione del Lago Maggiore  Modello concettuale di precipitazioni intense e stazionarie nella regione del Lago Maggiore

Tipicamente, i maggiori accumuli di precipitazione nella regione si hanno quando, prima del passaggio del fronte freddo a una perturbazione, aria mite, umida e convettivamente instabile viene avvettata dalla Val Padana verso le Alpi da un flusso a basse quote diretto da S-SE. I moti convettivi e i temporali associati si sviluppano dunque lungo i primi ostacoli significativi disposti perpendicolarmente rispetto al flusso umido incidente, ossia i rilievi della regione del Lago Maggiore. Il flusso presente alle quote più alte invece non proviene dai quadranti sud-orientali ma piuttosto da SW, e agisce quindi trasportando le celle convettive appena formate verso NE,  in modo da farle raggiungere il bacino del Maggia in condizione di completa maturità. Il processo descritto può agire per molte ore,  generando e mantenendo attiva la convezione sulla stessa regione.

Lo studio appena presentato fornisce quindi un importante riferimento sia per l'ambito previsionale operativo che per la ricerca a livello più teorico. Infatti questa analisi, pur riferendosi ad una singola regione con un'orografia particolare, delinea una dinamica che può essere confrontata con simulazioni idealizzate volte a una comprensione più completa e generale dell'interazione tra flusso. Inoltre, l'avere evidenziato condizioni tipiche per avere accumuli di precipitazioni particolarmente elevati può risultare molto utile anche per chi questi eventi li deve prevedere o deve prendere decisioni che possono avere un impatto importante sulla popolazione.



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