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LETTURE/ Le virtù ecologiche di un inascoltato leader ambientalista

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Alexander Langer (Immagine presa dal web)  Alexander Langer (Immagine presa dal web)
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Sempre su questa strada che privilegia la dimensione personale del cambiamento, si era impegnato a stilare un “catalogo di virtù ecologiche”, dove aveva messo al primo posto la “consapevolezza del limite”, dalla quale discendono altre due virtù come la citata auto-limitazione e l’equilibrio. Tra le virtù proposte c’era anche quella del pentimento, che non riuscirà a bloccare di colpo l’attuale sconsiderata modalità di sviluppo ma può favorire un “atterraggio morbido” verso un nuovo scenario. Langer era ben consapevole che non si poteva immaginare un arresto immediato dell’attuale sistema produttivo, dei consumi e dei trasporti ma vedeva nel pentimento e nella conseguente conversione un atteggiamento necessario e denso di conseguenze pratiche: «La conversione non è solo un termine spirituale (lo è sicuramente in modo molto forte) ma è anche un termine produttivo, un termine economico. Riconvertire o convertire la nostra economia, la nostra organizzazione sociale verso rapporti di maggiore compatibilità ecologica e di maggiore compatibilità sociale, di minore ingiustizia, di minore divaricazione sociale, di minore distanza tra privilegi di una parte e privazioni dall’altra è certamente una virtù “verde”».

Sorprenderà forse molti ricordare che a proporre una virtù “verde”, la sobrietà, come via per risolvere questioni ambientali era stato Benedetto XVI nel Messaggio per la Giornata mondiale della Pace 2010; ma non ha sorpreso Papa Francesco che lo cita al punto 193 della Laudato sì: «è necessario che le società tecnologicamente avanzate siano disposte a favorire comportamenti caratterizzati dalla sobrietà, diminuendo il proprio consumo di energia e migliorando le condizioni del suo uso».



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