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GEOLOGIA/ È di origine extraterrestre lo shock che ha cambiato il clima 130 secoli fa

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La storia del tempo geologico è caratterizzata da molteplici eventi che hanno mutato, più o meno profondamente, la faccia del nostro pianeta. Di questi, i più eclatanti sono gli eventi chiamati “da impatto”, cioè legati alla caduta di corpi extraterrestri sulla superficie terrestre. Chi legge ora starà quasi certamente pensando all’estinzione dei dinosauri, che viene generalmente presentata come l’evento geologico per antonomasia. In effetti, di tutti i modi con cui la Terra è cambiata, quello causato dall’impatto di un meteorite o di una cometa è sicuramente il più intuitivo. Ma come si identificano questi eventi nel passato geologico?

L’impatto di un corpo extraterrestre con forza sufficiente per mutare significativamente le condizioni della Terra libera in un istante una grandissima quantità di energia e lo shock che ne deriva lascia delle tracce ben definite in uno strato di sedimento (per esempio microscopiche sfere di vetro, grande abbondanza di particelle vegetali carbonizzate, concentrazioni anomale di elementi rari, ecc.).

Uno strato che presenta queste caratteristiche all’interno di una successione sedimentaria è abbastanza facile da riconoscere, il vero problema è dimostrare che quell’impatto sia stato anche la causa di un grande sconvolgimento, come può essere una grande estinzione o un cambiamento climatico. Per fare ciò occorre dimostrare che il suo effetto è stato percepito a grande scala, cioè in luoghi anche molto distanti tra loro.

Per verificare l’entità di un impatto bisogna confrontare varie successioni sedimentarie della stessa età, ma formatesi in posti e contesti geologici differenti. È qui che sorgono le maggiori difficoltà perché:

1) le successioni devono essere sufficientemente complete per essere confrontate accuratamente (l’accumulo dei sedimenti non è sempre continuo ma può mutare, soprattutto a causa di sconvolgimenti ambientali);

2) la datazione dei sedimenti deve essere sufficientemente accurata per affermare che gli strati in questione hanno veramente la stessa età, il che non è sempre fattibile. I metodi di datazione attualmente più accurati hanno un’approssimazione di 100-1000 anni, di conseguenza non è possibile datare un evento istantaneo come un impatto con accuratezza assoluta.

L’unico modo per aumentare la confidenza nel riconoscere un evento da impatto è identificarlo in numerose successioni sedimentarie, ciascuna datata al meglio delle possibilità, e quanti più saranno i posti in cui questo è osservabile, tanto più aumenta la probabilità che sia rilevante. Questo tipo di lavoro è stato fatto da James Kennett e altri scienziati per riconoscere un impatto avvenuto circa 13.000 anni fa e che potrebbe aver causato un rapido raffreddamento climatico. 



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