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BENI CULTURALI/ Se la terra trema, i bronzi non si accorgono: grazie a 4 sfere di marmo

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Laboratorio antisismico della Casaccia Enea  Laboratorio antisismico della Casaccia Enea
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In presenza di un terremoto sarà la parte sottostante della base a subire l’azione sismica e si potrà muovere con il terreno senza trasmettere alla parte superiore le sollecitazioni, in quanto completamente assorbite dal movimento delle sfere. Il movimento delle sfere conferisce al sistema la capacità di spostamenti rigidi e con un attrito molto ridotto, caratteristiche che minimizzano o rendono quasi nulle le sollecitazioni. Il sistema è particolarmente adatto per le statue sviluppate in verticale, che hanno una base di appoggio molto ridotta e che quindi presentano nelle gambe il loro punto di maggiore vulnerabilità anche alle minime oscillazioni che ne possono compromettere l’integrità strutturale e causarne il ribaltamento.

I nuovi sistemi sono stati sottoposti a severe verifiche di funzionalità e sicurezza. A tale scopo sono state realizzate delle copie in scala reale dei Bronzi di Riace, che sono state poggiate sulle nuove basi di marmo e poi messe sulle “tavole vibranti” che simulano i terremoti presso il laboratorio della Casaccia. Le tavole vibranti sono impianti sperimentali complessi, di grandi dimensioni, in grado di riprodurre i terremoti reali nelle componenti orizzontali e verticale; per le prove di qualificazione delle basi sono stati simulati terremoti anche superiori al livello massimo previsto per il sito del Museo a Reggio Calabria, senza che le copie delle statue abbiano subito alcuna sollecitazione.

Il collaudo positivo dei nuovi isolatori sismici su opere d’arte come quelle indicate acquista  un particolare significato anche simbolico; ma la loro applicazione non si ferma qui. Poter disporre di sistemi che garantiscono massimo isolamento sismico, bassa rigidità, bassa dissipazione e per di più facilità di manutenzione ne consentirà l’impiego anche per la protezione di strumentazioni delicate e infrastrutture strategiche: si pensi ai sistemi di comunicazione e di gestione dei dati rilevanti ai fini della sicurezza, alle sale operatorie, ai gasdotti, alle centrali di produzione e trasformazione dell’energia elettrica e, naturalmente, al patrimonio culturale in genere.

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