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ACQUA SU MARTE/ Benvenuti (Iau): con un "trapano" italiano ora scopriremo se c'è vita

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Rendering di una operazione su Marte  Rendering di una operazione su Marte
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I programmi sono pronti da tempo e questo risultato li rende ancora più giustificati, ma non cambia di molto ciò che è già stato pianificato. Sta per partire una missione europea verso Marte, ExoMars 2016. Tutti i Paesi provvisti di tecnologia spaziale stanno programmando l’esplorazione di Marte, perché da moltissimi punti di vista è il pianeta al momento più interessante.

 

Dire che c’è acqua non significa necessariamente che c’è vita. Che cosa ne pensa di molti annunci in questo senso?

Il fatto che ci sia l’acqua non è una prova diretta dell’esistenza di fenomeni biologici. Certamente è un elemento che si aggiunge a ipotesi che sulla superficie del pianeta Rosso nel passato si siano sviluppate forme biologiche almeno per una certa fase della sua storia. Non è però un’equazione in base a cui si può dire che se c’è l’acqua c’è anche la vita.

 

Lei quindi esclude al 100% che ci sia vita su Marte?

No, non posso escludere la presenza di forme biologiche su Marte perché potrebbero essere presenti nel sottosuolo, che per il momento non è ancora stato esplorato. Tra tre anni ExoMars 2018, che farà seguito a ExoMars 2016, porterà a bordo di un piccolo Rover un trapano ideato e costruito in Italia che potrà perforare la superficie fino a 2mila metri di profondità. Realizzerà quindi un carotaggio per scoprire se in profondità ci sono tracce di vita biologica, magari estinte.

 

(Pietro Vernizzi)



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