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VIRUS GIGANTE/ Scongelato dopo 30mila anni: le preoccupazioni degli studiosi

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Non è la prima volta che un virus congelato nei ghiacci per millenni viene si scopre essere ancora attivo. L'ultimo caso del genere, come riporta uno studio pubblicato dalla Pnas (Proceeding of the National Academy of Sciences of the United States) ha suscitato però particolare interesse e anche preoccupazione. Si tratta del Mollivirus sibericum, scoperto appunto in Siberia, risalente a 30mila anni fa, che ha portato alla scoperta di un altro virus gigante, il Pithovirus (per essere definito "gigante", un virus deve misurare più di un millesimo di millimetro; il Mollivirus misura 0,6 micrometri). Si è osservato come il virus è ancora in grado di impadronirsi dell'organismo che lo ospita e di replicarsi. E' stato così possibile accorgersi dell'esistenza di un secondo virus mai analizzato e osservato in precedenza. Ciò che preoccupa gli studiosiosservando che questi due virus sono ancora in grado oggi di infettare gli organismi ospitanti è che lo scioglimento dei ghiacciai dovuto al riscaldamento globale potrebbe portare alla fuoriuscita di altri virus patogenici sconosciuti dalle potenzialità ignote e pericolose. In presenza di un ospite suscettibile, alcune particelle che sono ancora infettive potrebbero dunque causare la rinascita di virus potenzialmente patogenici nelle regioni artiche dove, per via delle risorse minerarie e petrolifere, gli esseri umani si spostano sempre di più. 



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