BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Matematici, attenti, correte un bel rischio….

Pubblicazione:

(InfoPhoto)  (InfoPhoto)

Capisco che il signore Vaime maneggi, per esempio, solo cifre tonde (probabilmente con molti più zeri di quelle dei professori di matematica) e non conosca gli spiccioli. Ma noi poveri normali teniamo nel borsellino anche degli spiccioli: non gli passa il dubbio che i centesimi siano frazioni? Del resto è in buona compagnia: abbiamo un presidente del consiglio che afferma di non vedere perché litigare per un punto percentuale in più o in meno. Peccato che un punto percentuale sia una frazione, e anzi una frazione del PIL di una nazione, perciò si sta parlando di miliardi…  Ma è in compagnia di quell’economista per il quale il doppio dello 0,8 è lo 0,16. 

Immagino anche che il signor Vaime disponga di un appartamento, probabilmente abbastanza grande. Non voglio sapere i fatti suoi, ma se paga le tasse dovrà dire qual è la metratura: quando parliamo di area, caro signor Vaime, c’è proprio quel povero teorema di Pitagora, gemma della matematica greca, che anche i Babilonesi e gli Egizi conoscevano come relazione empiricamente osservata (sa, dovevano dividersi i pezzi di terreno dopo le inondazioni del Nilo…), ma solo dai greci ci giunge come affermazione dimostrata. Proprio quei greci la cui lingua è così inutile...

Credo che si ora di finirla di vantare la propria asineria in matematica. Fino a oggi potevo reagire arrabbiandomi e avvilendomi: ma dopo quello che ho sentito stamattina, credo che sia ora di riconoscere chi sta preparando la nostra resa all’antitesi della ragione e della libertà. 

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
13/01/2016 - Serve la matematica? (Franco Maiolati)

Mi pare di capire che la questione non sia la solita diatriba tra umanisti e scientisti o tecnicisti, dovuta alla frammentarieta' della persona, per cui la conoscenza non sia unica, ma a livelli successivi. Ed allora alla base c' è il greco e latino, poi italiano e storia, poi, ma a distanza, matematica e fisica e molto oltre scienze (biologia, chimica,...). La tecnica addirittura, è usi da trogloditi. Per cui l'umanista (nei collegi docenti è spesso quello di lettere) si fanno vanto di non saper fare una percentuale e di non capirci niente della retta. Come se quello di chimica si facesse vanto di non sapere che era Leopardi o Dante: che ignorante! Qui la questione è diversa: serve o non serve? Serve stare nella realtà ed avere strumenti per capirla? Questa mi pare la domanda giusta. Ed allora ogni affronto serve, ogni tipo di conoscenza aiuta a conoscere aspetti della realtà ed a conoscere quindi meglio noi stessi nell'affrontare di circostanze ed aspetti della realtà stessa. Poi se la matematica viene insegnata in modo adeguato a ciò o meno è altra questione, che comunque varrebbe la pena approfondire.