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ZIKA / Cos’è il virus che terrorizza il Brasile: come ci si ammala e il decorso della malattia

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Immagini di repertorio (Infophoto)  Immagini di repertorio (Infophoto)

ZIKA, COS’È IL VIRUS CHE TERRORIZZA IL BRASILE: COME SI CI AMMALA E IL DECORSO DELLA MALATTIA - Se avete sentito parlare del virus Zika ma non sapete ancora cos’è allora questo è il luogo adatto: un virus che in questi giorni sta attirando su di se l’attenzione degli scienziati e dell'opinione pubblica in tutto il mondo, si tratta del virus conosciuto con il nome di Zika. Il germe, la cui nascita è fatta risalire a un ceppo della malattia nota come "febbre gialla", è quasi sicuramente trasmesso con una semplice puntura di zanzara. Esso ancorché non mortale, sembrerebbe essere alla base di importanti malformazioni genetiche dei feti. Il virus è stato scoperto e isolato dai medici per la prima volta agli inizi degli anni 40, la malattia era però confinata in alcune regioni africane, e veniva normalmente ricondotta a tutta una serie di malattie propagate tramite le cosiddette zanzare tigre. Gli scienziati ancor oggi non si spiegano come esso sia potuto "migrare" improvvisamente fuori dall’Africa, anche se probabilmente la colpa è dei mercantili che approdavano nel "continente nero" e poi scaricavano le loro merci in altri parti del globo, la sua comparsa dopo un periodo di stasi è infatti datata 2007 in Micronesia, successivamente nel 2015 è ricomparso in molti paesi dell’America Latina (Colombia, Panama, Honduras, Brasile). La trasmissione avviene tramite la puntura dell’insetto, la zanzara è a sua volta infetta dalla precedente puntura su un umano ammalato, e agisce come portatrice per la trasmissione del virus. A volte si è notata una trasmissione dell’agente patogeno a causa di attività sessuale, e in rari casi tramite la messa in circolo di sangue infetto mediante trasfusione. Il germe patogeno, una volta inoculato nell’organismo umano il più delle volte non porta sintomi gravi. Essi sono riconducibili a lievi infezioni cutanee, leggere congiuntiviti, mal di testa e inappetenza. La sintomatologia si esaurisce in pochi giorni, di solito due o tre, e il più delle volte non porta in dote nessuna complicanza. In un caso su quattro il virus è totalmente asintomatico, e l’ammalato non si accorge neppure di aver contratto la malattia. La mancanza di mortalità legata al morbo non aveva fino adesso portato grossi allarmi sulla trasmissione della malattia, una ricerca del 2015 in Brasile ha però notevolmente innalzato il livello di attenzione sulla Zika.

Gli esperti sud americani infatti alla fine dello scorso anno, hanno reso noto uno studio, che analizza l’incremento impressionante di bambini malformati in zone in cui la Zika è presente. Nello specifico nella zona all’interno dello stato brasiliano del Pernambuco, (ubicato a nord est del Brasile) sono stati evidenziati oltre 3.500 casi di microcefalia fetale. Il numero è veramente abnorme, soprattutto se si pensa che la stessa diagnosi negli anni precedenti si assestava su una media di 150 casi l'anno. L’incremento dei casi di malformazione fetale ha fatto scattare una ricerca particolareggiata, essa ha messo in relazione la puntura della zanzara con l’insorgere dell’importante patologia pre natale, e di fatto ha innalzato l’attenzione sulla trasmissibilità della malattia. Sull’onda della paura brasiliana anche gli USA hanno iniziato a monitorare la diffusione del virus, le autorità sanitarie americane hanno per questo emanato un "allerta 2", sconsigliando alle donne americane incinte, viaggi nelle aree in cui il virus è più presente. L’attenzione in questo caso resta massima anche perché allo stato attuale non esiste un vaccino che possa debellare la malattia, malattia la cui individuazione è resa difficoltosa anche per la mancanza di una sintomatologia ben definita. Ed è proprio la mancanza di un vaccino, che sta portando le autorità brasiliane a stanziare dei fondi legati alla ricerca di un antidoto alla pericolosa puntura. Di questi giorni la notizia che il ministero della salute brasiliano, ha raddoppiato le risorse economiche messe a disposizione dei ricercatori, per trovare un antibiotico resistente al ceppo della malattia e che possa debellarla definitivamente una volta individuata. Nel frattempo le autorità del paese sud americano si sono attivate per l’acquisto di un kit che aiuti i medici nell’individuazione del virus, i kit nelle intenzioni dovrebbero essere distribuite a tutte le donne incinte del grande paese sud americano. Le stesse autorità sanitarie consigliano di evitare qualsiasi zona a rischio (soprattutto le zone in cui l’acqua stagnante possa aiutare la proliferazione delle zanzare), nonché di usare tutte le accortezze necessarie a preservare la donna gravida dalla letale puntura che tanto male può fare al piccolo feto.



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