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MARTE/ Domani il tuffo di Schiaparelli sul Pianeta Rosso

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ExoMars  ExoMars

Oltre al nome di Schiaparelli, c’è molto altro di italiano in questa impresa. La nostra industria ha un ruolo di leadership nella missione: è nostra la responsabilità complessiva di sistema di tutti gli elementi, come pure la responsabilità diretta dello sviluppo del modulo EDM, del trapano di due metri che perforerà il suolo marziano per il prelievo di campioni e del centro di controllo dell’operatività del Rover.

I contributi scientifici a guida italiana riguardano più strumenti ed esperimenti. C’è DREAMS (Dust characterization, Risk assessment and Environment Analyser on the Martian Surface), una suite di sensori per la misura dei parametri meteorologici e del campo elettrico atmosferico in prossimità della superficie di Marte. Poi c’è AMELIA (Atmospheric Mars Entry and Landing Investigation and Analysis) che studierà la modellistica dell’atmosfera marziana impiegando i dati raccolti dai sensori durante la discesa di Schiaparelli sulla superficie marziana. C’è MA_MISS (Mars Multispectral Imager for Subsurface Studies), lo spettrometro per l’analisi dell’evoluzione geologica e biologica del sottosuolo marziano, inserito all’interno del trapano. Infine INRRI (INstrument for landing-Roving laser Retroreflector Investigations), il microriflettore laser dell'ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare).

Finora la missione si è svolta secondo il programma prestabilito. Dopo il lancio il 14 marzo scorso dal cosmodromo di Roscosmos di Baikonur (Kazakistan), la sonda ExoMars, composta dall'orbiter TGO (Trace Gas Orbiter) e dal lander Schiaparelli, ha proseguito indisturbata fino a fine luglio, quando ha acceso i motori per le manovre di aggiustamento di rotta necessarie per portarsi sulla traiettoria prevista per l’incontro col Pianeta Rosso. All’inizio di ottobre è iniziato il controllo totale da parte del team della missione e domenica 16 ottobre è avvenuta la separazione del lander che ha iniziato l’ultima tappa del viaggio, di sei milioni di chilometri, che dopo tre giorni lo porterà a immergersi nell'atmosfera marziana alla velocità di circa 21.000 km orari. Dopo pochi minuti e dopo l’azione di un sofisticato sistema di paracadute e dei motori frenanti, Schiaparelli sarà pronto per il touchdown in una località appositamente scelta, vicino all'equatore marziano nella regione Meridiani Planum.

Inutile dire che le ultime fasi della missione saranno un evento “social”, che si potranno seguire passo passo tramite facebook, twitter e i canali Tv di varie agenzie spaziali, in particolare quella dell’ASI



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