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MARTE/ Domani il tuffo di Schiaparelli sul Pianeta Rosso

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Domani risuonerà in tutto il mondo il nome di un geniale scienziato italiano, Giovanni Virginio Schiaparelli, che nel 1877, dall’Osservatorio milanese di Brera del quale era direttore, ha puntato il suo telescopio rifrattore equatoriale su Marte rivelando una nuova fisionomia del “pianeta rosso” e aprendo interessanti strade nella ricerca planetologica. A Schiaparelli infatti è stato intitolato lo speciale modulo spaziale EDM (Entry Descent Module) che domani sera verso le 18.30 toccherà il suolo marziano nell’ambito della missione ExoMars, lanciata congiuntamente dalle agenzie spaziali europea (ESA) e russa (ROSCOSMOS).

Per il grande pubblico il nome di Schiaparelli è più legato alla lunga catena di polemiche seguite alla pubblicazione del saggio di topografia marziana contenete i suoi disegni delle mappe della superficie planetaria: nei disegni la superficie appariva vistosamente segnata da uno strano reticolo di linee scure battezzate provvisoriamente come “canali”. È stato già spiegato che parte della polemica è derivata da un equivoco linguistico più che da questioni astronomiche: il termine italiano “canale” era stato frettolosamente tradotto con l’inglese “canal”, che indica i canali artificiali (come ad esempio quello di Suez, completato pochi anni prima), mentre non era stata considerata l’altra possibile traduzione con “channel”, parola con la quale gli inglesi denominano i canali naturali (come quello della Manica). Leggendo “canal”, i lettori anglosassoni immaginavano che si parlasse di canali artificiali ed erano portati implicitamente a ipotizzare la possibile esistenza di esseri intelligenti in grado di progettarli e costruirli.  Non c’è molto da meravigliarsi, se si pensa al clima di euforia tecnologica dell’epoca e ai successi della letteratura di fantascienza: una decina d’anni prima Jules Verne aveva pubblicato Dalla Terra alla Luna e le osservazioni di Schiaparelli contribuiranno, involontariamente, all’ingresso di Marte tra i bersagli privilegiati dei fantaromanzieri.

Quello che avverrà domani sera però non ha nulla di fantascientifico, anche se conserva tutto il fascino e la carica emotiva che la fantascienza condivide con la scienza quando si tratta di esplorazione spaziale e di ricerca di forme di vita extraterrestre. La missione ExoMars ha infatti tra i suoi obiettivi quello di verificare la presenza di tracce di vita marziana, passata o attuale: lo farà, in particolare, sviluppando la caratterizzazione geochimica di Marte, studiando accuratamente quell’ambiente e cercando di descriverne tutti gli aspetti geofisici. Preliminare a questi scopi scientifici c’è l’obiettivo tecnologico di mostrare la capacità autonoma europea di eseguire atterraggi controllati sulla superficie del pianeta, di operare sul suolo marziano in mobilità di superficie, di accedere al sottosuolo per prelevarne campioni e analizzarli in situ.



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