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TERREMOTO MACERATA/ 1. Il geologo: l'Italia è figlia dei sismi, dobbiamo imparare a conviverci

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L'apprensione per la situazione italiana è comunque giustificata: "il nostro Paese è particolarmente fragile e a rischio proprio per come è fatto è per la natura delle forze che hanno modellato e continuano a modellare il suo territorio. Quindi sono fenomeni che continueranno e non ci abbandoneranno. Bisogna che ci rendiamo conto che la nostra Penisola si è originata anche per mezzo dei terremoti: l'Appennino è nato a forza di terremoti. La situazione è così oggi e sarà così nel futuro prossimo (geologicamente parlando, che non vuol dire dopodomani). È un fatto col quale dobbiamo convivere. Ma qualcosa dobbiamo e possiamo fare: fare in modo che le conseguenze negative per l'uomo siano ridotte al minimo". 

Ma è possibile? "Credo di sì. Si tratta di fare uno sforzo, come hanno fatto altri Paesi come il Giappone, per rendere le costruzioni che ci ospitano meno vulnerabili possibile a un terremoto anche intenso. Bisogna fare uno sforzo molto più energico di quanto fatto finora".

Sull'annoso dibattito circa la previsione degli eventi sismici, Bonatti ribadisce quanto da sempre la comunità scientifica afferma: "la previsione dell'ora e del luogo del sisma è impossibile". Ci sono programmi di ricerca che tentano di arrivare a stabilire in anticipo il possibile disastro, ma finora senza risultati apprezzabili. "Sappiamo dire che in Appennino ce ne saranno, o che nella Germania centrale ce ne saranno molto pochi o che in California saranno molti. Sappiamo anche, e stiamo capendo sempre meglio, perché qui ce ne sono molti e là pochi. E non sono informazioni inutili: servono per pianificare intelligentemente gli interventi di prevenzione e dove concentrare gli sforzi. Posso anche dire che mi sembra che qualcosa si sia fatto anche da noi, ma bisogna fare ancora di più: serve un impegno intenso e radicale, non più rinviabile".

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