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ONDE GRAVITAZIONALI/ Il richiamo delle "sirene cosmiche"

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Anche qui però sorgono problemi: le misure di luminosità sono disturbate dai pur piccoli frammenti di materia che galleggiano nel vuoto cosmico, dal gas e dalla polvere impercettibile che, a grandi distanze, può indebolire le osservazioni. Ecco allora – come ha riproposto un recente editoriale sempre di Nature - entrare in campo le onde gravitazionali. Queste increspature dello spazio-tempo, come quelle recentemente rivelate dall'interferometro laser LIGO, non risentono minimamente della presenza della polvere e quindi trasmettono inalterati i segnali di origine. Possono quindi portare attraverso lo spazio preziose informazioni circa i giganteschi fenomeni che le hanno prodotte, come la fusione di due buchi neri o lo scontro di stelle di neutroni; di conseguenza permettere agli astrofisici di risalire alle distanze delle galassie che hanno ospitato tali fenomeni. 

Per i prossimi anni sono in programma altri interferometri come LIGO, per arrivare a costruire un network di osservatori di onde gravitazionali che consentiranno in futuro di avere un ampio catalogo di riferimenti per la misura delle distanze galattiche. A differenza delle "candele campione", che sono sensibili alla luce emessa dalle supernovae, le onde gravitazionali portano segnali più simili a quelli sonori: per questo la loro misura consentirà agli astrofisici di avere a disposizione anche delle "sirene campione". Queste, insieme alle "candele campione", metteranno gli scienziati in grado di misurare il tasso attuale dell'espansione cosmica e di confermarne o meno l'accelerazione, mettendoci sulle tracce della fantomatica dark energy (energia oscura).



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