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ALBERT EINSTEIN/ Il "decennio d'oro" del Grande Vecchio della Fisica

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Albert Einstein  Albert Einstein

Sono le simmetrie come principi d'invarianza generale poste al vertice della scala gerarchica delle leggi di natura a divenire capisaldi di arrivo della metodologia einsteiniana. La simmetria del caso è infatti "fisicamente" diversa dalla concettualità linguistica che era in vigore per tutto l'800. Come spiega Vincenzo Barone, Herr Albert costruisce un "ossimoro". La simmetria spiega la persistente indifferenza e quindi l'invarianza delle leggi della natura rispetto allo stato dell'osservatore. Qualsiasi trasformazione non muta ciò a cui le leggi sono preposte. Questo è il viso di Einstein rivolto verso Laplace e Newton che lo conduce nel suo decennio d'oro, quello dal 1905 al 1916, dove traguarda quattro contributi basilari della scienza: 1) moto browniano: 2) effetto fotoelettrico; 3) relatività speciale; 4) relatività generale. 

E anche se nel 1917 scrive a Felix Klein per illustrare che traguardo e linea di ripartenza s'identificano perché la scienza si muove in un moto prossimo al perpetuo, guardando agli amici/colleghi del Congresso di Solvay la sensazione è diversa. Einstein appare veramente come il Grande Vecchio, degno di rispetto e nume tutelare della Fisica, purtroppo però in avanzata fase di superamento. 

Cos'è che lo rende superato? Anche se il termine è veramente improprio quasi al confine dell'errore da bocciatura, a mio parere lo rende superato il vincolo indotto dal punto di arrivo metodologico, che porta la sua visione, certo corretta, certo dimostrata, a una rigidità non inclusiva dell'evoluzione quantistica. Tale evoluzione è non solo di fatto incompresa per la sua eresia sottesa al passaggio dall'infinitivamente grande all'immensamente piccolo ancorché ciò che è grande è analogo con ciò che è piccolo (che vedremo con i Big Data di Rasetti e con Added Quantum anche di Lloyd). Ma è anche incompresa perché, paradosso dei paradossi, nel 1905 Einstein vince il Premio Nobel non per la sua teoria della relatività ristretta, bensì per l'analisi l'effetto fotoelettrico che apre ben bene la strada alla meccanica quantistica. Dichiarerà la follia crescente del proporzionale incomprensibile successo della teoria dei quanti, forse dimenticando di aver detto, con buona pace di Fenyman, che "la cosa più incomprensibile del mondo è la sua comprensibilità".

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