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MERCURIO DAVANTI AL SOLE/ Occhio a quel puntino sul Sole: non è una macchia, è un pianeta

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Molti osservatori italiani hanno già organizzato speciali sessioni di osservazione, anche aperte al pubblico, per vivere in diretta l’evento con la telecronaca di astronomi e planetologi. E per chi non potrà partecipare e dovrà rinunciare anche al fai da te per mancanza delle pellicole affumicate protettive, resta sempre la possibilità di collegarsi col sito web dell’INAF - Istituto Nazionale di Astrofisica (www.inaf.it) che prevede una speciale sessione commentata; come pure ci si potrà collegare con i siti dei tre satelliti impegnati nelle missioni solari: il Solar and Heliospheric Observatory (SOHO) di Nasa ed Esa, il Solar Dynamics Observatory (SDO) della Nasa, e la missione solare Hinode, una collaborazione tra le agenzie spaziali giapponese, americana ed europea.

Chi, per qualche motivo, si perderà anche queste, dovrà attendere il novembre 2019, quando si verificherà il prossimo transito. Nel frattempo il pianeta avrà ricevuto altre visite ravvicinate da parte di noi terrestri: per il 2017 è infatti previsto il lancio della missione spaziale BepiColombo, dal nome dell’italiano Giuseppe Colombo, matematico e ingegnere che a Mercurio ha dedicato particolari studi di meccanica celeste: la missione è frutto di una collaborazione tra l’ESA e l’Agenzia Spaziale Giapponese JAXA ed è la quinta missione cornerstone selezionata nel 2000 dall’ESA con l’obiettivo di studiare in modo dettagliato Mercurio e il suo ambiente circostante. Al prossimo transito quindi, probabilmente ne sapremo molto di più su quel puntino che oggi osserveremo con stupita curiosità.



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