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LETTURE/ Le parole dell'innovazione, per comprendere la quarta rivoluzione industriale

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Il Dizionario dell’Automazione  Il Dizionario dell’Automazione

Un Dizionario tecnologico rimanda al tema della formazione tecnica…

Purtroppo mancando nel nostro paese una politica industriale, sono assenti anche linee guida condivise sulla formazione tecnica e professionale. Istituti tecnici e professionali sono spesso visti come percorsi educativi di seconda fascia rispetto ai licei. A ciò si aggiunge il problema di delineare in fretta nuovi modelli formativi per rispondere alle esigenze di Industry 4.0. Da molte parti cresce la preoccupazione per il declino, e in alcuni casi il degrado, della nostra formazione professionale. In effetti alcuni profili professionali sembrano non attrarre più i giovani (pensiamo ad esempio alla difficoltà delle aziende industriali di reclutare saldatori, operatori delle macchine a controllo numerico o manutentori specializzati). Il problema però è più di fondo e strategico. Le industrie italiane, e in particolare il segmento più competitivo rappresentato dalla meccanica strumentale, dai costruttori di macchine automatiche e dai fornitori di componenti tecnologici, dovrebbero essere aiutate a capire in che direzione muoversi e di quali competenze hanno effettivamente bisogno.

 

Siamo lontani da questo obiettivo?

Sembra proprio di sì. Da un lato abbiamo una dei tassi di disoccupazione giovanile più alti d’Europa (circa il 43%), dall’altro si laureano ogni in Italia circa 25 mila ingegneri i quali in buona parte finiscono a lavorare all’estero, dove peraltro sono molto apprezzati. È evidente che il problema non è solo dei ritardi e delle carenze del nostro sistema educativo, ma tocca il mercato del lavoro dove domanda e offerta hanno difficoltà a incontrarsi e capirsi. Ricordiamo che siamo il secondo paese manifatturiero l’Europa, ancora molto ricco di know-how e asset tecnologici, ma con grosse difficoltà di organizzazione e bassa produttività. In questo quadro sta per esplodere la quarta rivoluzione industriale che in Italia probabilmente si diffonderà in modo frammentato e non pianificato, con il rischio di rendere marginali e obsoleti in breve tempo non solo lavoratori anziani o poco qualificati, ma interi segmenti di forza lavoro e servizi alla imprese.

 

Quali strategie sono necessarie per non perdere le opportunità di questa trasformazione?

Per restare alla formazione tecnica bisognerebbe che la scuola, le istituzioni e quello che una volta veniva indicato come “Sistema Paese” ponessero le basi per investire sulle infrastrutture didattiche e sulla standardizzazione delle competenze professionali che serviranno all’industria del futuro. La divulgazione scientifica e tecnologia, che anche un libro come il Dizionario dell’Automazione nel suo piccolo può contribuire a fornire, è importante perché deve crescere trasversalmente la consapevolezza del momento socio-economico che stiamo vivendo. Noi restiamo convinti che sarà l’istruzione a garantire un futuro al lavoro delle persone. Tuttavia questo potrebbe accadere solo in parte o in forme inedite che ora non riusciamo a prevedere. In sostanza se con la nuova rivoluzione industriale saranno le macchine, i software, le reti e i robot a prendere il sopravvento, allora il problema di tutta la società riguarderà non tanto la creazione di nuovi posti di lavoro, ma lo sviluppo della personalità umana e della redistribuzione della ricchezza. Un tema ancora più esplosivo.

 

(Mario Gargantini)



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