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FISICA/ La "tripla caccia" alla materia oscura

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L'acceleratore di particelle Lhc del Cern (LaPresse)  L'acceleratore di particelle Lhc del Cern (LaPresse)
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Fu proprio uno dei nostri volti noti della fisica internazionale, il Professor Zichichi, a mettere l'accento sul fatto che esistessero altre particelle oltre a quelle che - partendo dall'elettrone/protone/neutrone - sono poi aumentate nel tempo e passando oltre il neutrino sono finite a mettere in squadra, con la sua conferma sperimentale, quel fuoriclasse del bosone di Higgs. Fu così che Zichichi, considerando l'effetto gravitazionale che si poteva registrare nel movimento interstellare su accennato, formulò l'ipotesi che queste particelle "oscure" (tali perché non si sa di cosa siano fatte) avessero un'interazione debole con la normale materia e che ogni cosa esistente (che non è l'equivalente di vivente) fosse continuamente bombardata e attraversata da tali particelle. 

Da questa base il passo per delineare il piano di lavoro per dare la caccia e catturarne almeno un numero sufficiente (che è l'equivalente all'osservarle) è stato naturale. Infatti, non potendo applicare ai "nuovi sconosciuti" né la teoria standard, né la correlata fisica delle particelle esistente, si è deciso di creare uno spazio osservabile dove il rumore di fondo dell'universo e le sue radiazioni non impedissero di individuare queste particelle esistenti ma immaginarie (almeno fino alla loro concreta dimostrazione esistenziale), denominate Wimp (weakly interacting massive particle). Perché immaginarie? Perché se nulla dovesse essere risolutorio (non dico definitivo perché in territorio scientifico potrebbe essere un non sense), allora l'ipotesi iniziale dovrebbe essere profondamente riconsiderata, se non addirittura cambiata o abbandonata. 

È per questo che sulle loro tracce si sono attrezzati tre percorsi di caccia: uno del Cern Lhc con l'acceleratore a Ginevra, uno  satellitare per l'intercettazione nello spazio e uno nelle viscere della Terra con lo Xenon 1T al Gran Sasso in provincia dell'Aquila, sotto la direzione di Elena Aprile.

Lo Xenon 1T, gigantesca macchina costruita all'interno dei Laboratori Nazionali dell'Istituto di Fisica Nucleare è entrata in funzione a fine 2015 con 126 persone di 10 nazionalità diverse e 21 istituti di ricerca collegati. A lei toccherà una massa di una tonnellata da "spremere" per far uscire un Wimp e a Elena Aprile il rischio di essere la Dark Lady.



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