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LETTURE/ Piccole (ma non troppo) variazioni sulla scienza

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Ma torniamo alle piccole variazioni: i temi qui sono diversi standard della scienza che vanno dai modelli economici alla biologia, alla fisica teorica. I saggi sono tutti preziosi e acuti, invito il lettore a gustarseli con la dovuta calma, però mi preme segnalare quello che, a mio avviso, rappresenta la chiave di volta del messaggio di Ignazio e che esplicita al meglio la sua posizione che poi viene declinata nei differenti saggi.

Curiosamente (ma forse non troppo), è l'unico saggio che non prende le mosse da un tema scientifico ma da un romanzo: Horcynus Orca di Stefano D'Arrigo, forse uno dei testi più affascinanti della letteratura contemporanea.  Se non lo avete letto procuratevelo; comunque Ignazio, nel suo capitolo 10 (Figure della Conoscenza in Horcynus Orca) fornisce le coordinate principali per comprenderne il senso.

Qui si parla di una misteriosa figura nomadica "lo spiaggiatore" che il protagonista (siamo nel 1943, subito dopo l'8 Settembre e il protagonista sta tentando di raggiungere la sua Sicilia dal continente) incontra sulla lunga spiaggia che da Gioia Tauro arriva a Bagnara Calabra inframezzata dalle scogliere del lido di Palmi. Lo spiaggiatore opera una perfetta sintesi di una ideale teoria della conoscenza distinguendo le due fasi antitetiche del sentito-dire e del visto-con-gli-occhi da integrarsi e superarsi nel gradino finale del visto-con-gli-occhi-della-mente.  Il sentito-dire rimanda a una visione solo libresca (o peggio chiacchierata) della scienza, le asserzioni prese per buone senza contestualizzarle, le esagerazioni dei media, ma anche oneste teorie non calate nei fatti, è il lato idealista della scienza. Il visto-con-gli-occhi è il trionfo dell'empirismo, la raccolta disordinata di fatti, corrisponde esattamente all'odierna idolatria per i Big Data. Il visto-con-gli-occhi-della-mente è il definitivo coronarsi del percorso iniziatico (come ogni serio lavoro artigiano anche la scienza implica un percorso sapienziale) in cui l'unico vero approccio al reale (che comunque esiste di per sé e ha una sua ostinata resistenza) è quello che integra l'osservatore all'interno del processo conoscitivo e che non può fare a meno del senso.

La proposta di Ignazio ci indica quella che forse è l'unica via a nostra disposizione per salvare dalla morte termica quella parte così importante della nostra condizione umana a cui diamo il nome di scienza. Il tempo stringe.



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