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TOTO-NOBEL/ Premio alle onde gravitazionali, ma chi riceverà la telefonata da Stoccolma?

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Questa volta la storia non dovrebbe ripetersi. La cattura delle onde gravitazionali, avvenuta nel settembre 2015 e annunciata nel febbraio scorso ad opera della collaborazione scientifica internazionale LIGO (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory) è una conferma spettacolare della bontà della Relatività Generale, secondo la quale un brusco movimento di masse perturba lo spazio-tempo generando un'onda che il raffinato sistema di interferometri può captare. Nel caso in oggetto più che di brusco movimento si e trattato di un cataclisma cosmico come lo scontro di due buchi neri supermassicci; e le onde spaziotemporali così prodotte hanno trovato le antenne di LIGO, una nello stato di Washington, l'altra in Louisiana, pronte a rivelare il segnale e a fornire ai fisici i dati perfettamente interpretabili in base alle equazioni di Einstein. 

Difficile pensare che l'Accademia delle Scienze svedese possa far finta di niente. Più difficile sarà stabilire chi riceverà, martedì 4 ottobre, la fatidica telefonata da Stoccolma con l'annuncio dell'avvenuta designazione. Infatti LIGO è un esempio di collaborazione scientifica tipica delle grandi imprese della fisica contemporanea: il singolare "osservatorio" è stato voluto e realizzato dal Caltech (California Institute of Technology) e dal MIT (Massachusetts Institute of Technology) e ha avuto il supporto della National Science Foundation (NSF) statunitense. Ma vi collaborano un gran numero di ricercatori di tutto il mondo, compresi diversi italiani: da una di questi, Laura Cadonati, il pubblico del Meeting di Rimini ha potuto ascoltare poco più di un mese fa l'appassionato resoconto della scoperta; e ancora lo potrà ascoltare il prossimo 9 ottobre durante la manifestazione BergamoScienza. 

Inoltre LIGO fa parte di un network internazionale di osservatori, come GEO 600 (Germania), TAMA (Giappone) e Virgo (in Italia, vicino a Pisa). E proprio alla collaborazione LIGO/Virgo si deve l'analisi dei dati che ha portato alla scoperta.

Quindi, se vincerà la Relatività, chi sarà chiamato a ritirare il premio il prossimo 10 dicembre? Ci sono tre nomi che circolano insistentemente: Ronald W.P. Drever e Kip S. Thorne del Caltech, Rainer Weiss del MIT. Sono tre professori emeriti di fisica, che hanno contribuito notevolmente alla nascita e allo sviluppo del rivelatore interferometrico di LIGO. Di questi il più noto è Thorne, uno dei brillanti giovani astrofisici che negli anni intorno al 1970 hanno collaborato col grande John Archibald Wheeler a Princeton nello studio dei buchi neri: tra loro Charles Misner, l'italiano Remo Ruffini e il più famoso Stephen Hawking. 

Ma la notorietà di Thorne è legata anche al grande schermo: ci sono infatti le sue idee sui wormhole — i tunnel spazio-temporali — dietro la sceneggiatura di due film che è riduttivo definire fantascientifici: Contact e Interstellar. Nel primo aveva suggerito all'autore, l'astrofisico Carl Sagan, di farli utilizzare dagli alieni; nel secondo, recente successo hollywoodiano, sono Matthew McConaughey e Anne Hathaway ad attraversarli alla ricerca di nuovi mondi.



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