BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

DIBATTITI/ "Si può vivere senza scienza?"

LaPresse LaPresse

Sebbene creda che siano sempre esistite tecniche di origine non scientifica, mi sembra che in epoche recenti siano state dominanti le tecniche basate su un fondamento scientifico. Oggi parrebbe diffondersi l'idea che lo sviluppo tecnologico possa sostenersi da solo, senza ricorso alla scienza, ma penso che sia un'illusione. Ciò non toglie che illusioni del genere possano avere un grande impatto sulla società, contribuendo a quella mentalità secondo la quale ha un valore soltanto quel che genera benefici tangibili, generalmente intesi come benefici economicamente quantificabili. Credo che tutti ci rendiamo conto di come questa mentalità unilaterale stia abbassando la qualità della nostra vita, stia cioè diseducandoci, nel senso di non consentirci di tirare fuori da noi stessi tanti aspetti positivi che pure ci sarebbero accessibili. Certo, invertire la tendenza non è semplice: occorrono buone idee su come farlo e molta determinazione nel realizzarle. 

 

C’è chi insiste nel sottolineare le dimensioni umanistiche della scienza: non le sembra una battaglia perduta? 

Forse è una battaglia perduta, tuttavia a mio parere questa sottolineatura è proprio uno degli elementi fondamentali per cercare di operare quell'inversione di tendenza citata prima. Non basta infatti sottolineare il fondamento scientifico della tecnologia, ma occorre comprendere l'autentica natura di quel fondamento scientifico, pena il rischio di "tecnologizzare" la scienza. Ora, sebbene sia legittima l'aspettativa che la scienza arrechi beneficio alla specie umana, non va taciuto che uno dei motori dell'indagine scientifica è la curiosità, il desiderio di conoscere fine a se stesso, che radica la tanto sbandierata e forse poco praticata libertà della scienza. Tale libertà consiste non nella licenza di fare ogni cosa, ma nella esigenza di non sottomettere sempre l'indagine scientifica ad altri fini, fossero anche meritori. C'è insomma un valore contemplativo della scienza che è un bene umano primario e che va accuratamente tutelato. 

 

Il titolo di questo convegno pone un interrogativo interessante: qual è la sua personale risposta e come la motiva. 

Potrei aggiungere a quanto detto sopra che la scienza è un bene primario alquanto delicato, come sono delicate certe piantine bisognose di cure attente. C'è il rischio insomma che la scienza muoia o almeno deperisca. Non è scritto infatti da nessuna parte che il progresso scientifico-tecnologico attuale continui per sempre. Anzi la storia passata mostra casi di arretramento (penso ad esempio al fondamentale libro di Lucio Russo intitolato "La rivoluzione dimenticata"). La mia risposta personale, tuttavia, non è solo in questa ovvia considerazione che senza scienza difficilmente potremmo continuare a godere di tutta una serie di benefici pratici cui siamo ormai abituati. A mio parere non possiamo vivere senza scienza perché senza di essa sarebbe mutilata una parte importante del nostro essere umani. Il desiderio disinteressato di conoscere mi sembra una caratteristica essenziale della nostra specie. Così essenziale da manifestarsi (almeno nella tradizione ebraica e cristiana) anche nel rapporto con Dio, rapporto che non estromette mai la ragione umana.

 

(Mario Gargantini)

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
01/03/2017 - articolosulla scienza.. e convegno (ciro pica)

l problema non è la scienza ma l'ideologia. capisco il valore del convegno, ma mentre noi ne parliamo c'è chi pensa ed agisce con strumenti potentissimi con una visone dell'uomo senza anima....