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Scienze

IL CASO/ Coltivare insalata all'80esimo parallelo, perché no?

Il deposito internazionale di sementi a Longyearbyen (Svalbard). Credit: Mari Tefre Il deposito internazionale di sementi a Longyearbyen (Svalbard). Credit: Mari Tefre

La base della mia idea progettuale è la constatazione, attraverso i dati dell’IPCC sui cambiamenti climatici e una letteratura scientifica piuttosto univoca, che il permafrost sta attraversando una fase di progressivo scioglimento, con gravi segni di cedimento, come dimostrano le innaturali inclinazioni degli alberi o la perdita di stabilità delle costruzioni in numerose aree che si affacciano intorno all’80esimo parallelo. La mia proposta prevede la messa a punto di un sistema ingegnerizzato nel quale coesistano competenze di tipo agronomico e pedologico relative al trattamento del permafrost e di tipo tecnico e ingegneristico per quanto attiene la realizzazione di una serra che, in alcuni mesi dell’anno, da aprile a settembre, consenta al permafrost, dopo opportuni interventi di tipo agronomico, di fare nascere ortaggi come, ad esempio, l’insalata, sfruttando l’enorme potenzialità di sostanza organica derivata dalla decomposizione di residui animali e vegetali contenuta da millenni nel terreno ghiacciato e catturando parte del potenziale di carbonio e metano che i batteri presenti nel suolo sono in grado di sviluppare durante la fase di scioglimento del ghiaccio.

Sono interessanti due casi connessi con l’argomento in oggetto. Grazie alla tecnologia sviluppata dalla Nasa nell’ambito del programma Veggie dalla ricercatrice Gioia Massa - una scienziata al Kennedy Space Center della Nasa in Florida - tra breve sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) si potranno coltivare insalate e ortaggi in assenza di atmosfera e senza bisogno di terra, impossibile da utilizzare in assenza di gravità. La speciale ''serra'' per la crescita di lattughe è una specie di cuscino gonfiato ad aria in grado di crescere in altezza insieme alle piantine. Il secondo caso riguarda i giapponesi che dal 2016 coltivano in grandi quantità pomodori nel permafrost in Russia a Yakutsk, nella Jakuzia, estremo nord orientale della russia al 62° parallelo a una temperatura di -40 e -50 °C, utilizzando serre speciali. Per sviluppare la produzione di ortaggi in area artica bisognerà utilizzare una serra altamente tecnologica e bioclimatica. Si tratterà di individuare le caratteristiche e le tecniche necessarie per la cattura di CO2 e di CH4, per la dotazione di luci a led e per consentire una termoregolazione della temperatura.

In questi mesi sto programmando le riunioni tra gli specialisti del settore insieme a ricercatori delle Università norvegesi, compresa quella di Longyearbyen, grazie anche all’incontro avuto alla fine delle giornate di studio con il Governatore delle Svalbard, la signora Kjerstin Askholt, che ha auspicato il nostro intervento scientifico nelle aree di sua competenza e alla quale abbiamo consegnato una targa ricordo dell’evento. Per nutrirsi di insalata all’80esimo parallelo bisognerà avere ancora un po’ di pazienza.

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