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Scienze

Perchè si slacciano le stringhe delle scarpe?/ Il mistero svelato può dare una svolta… alla genetica

Stringhe delle scarpe come molecole? Una ricerca di ingegneri americani svela il perché i nodi si slacciano: i risultati potrebbero essere utili anche nello studio del Dna

Perché i nodi delle scarpe si slacciano? (Foto da Pixabay)Perché i nodi delle scarpe si slacciano? (Foto da Pixabay)

I nodi delle stringhe delle scarpe simili ai nodi molecolari? E' questa l'ipotesi alla quale stanno lavorando gli ingegneri meccanici di un team dell’università americana di Berkeley. I ricercatori hanno studiato l'interazione di forze che fa snodare i lacci delle scarpe quando si cammina: i risultati di questa ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Proceedings of the Royal Society A, potrebbero essere utilizzati anche a livello molecolare, nello studio del Dna. Innanzitutto gli ingegneri hanno cercato di capire perché i nodi delle stringhe si slacciano. Per capire il motivo hanno effettuato alcuni esperimenti tra cui quello di riprendere una camminata su un tapis roulant al rallentatore. Hanno così scoperto ci sono varie forze che entrano in gioco e che fanno snodare i lacci. La prima di queste forze è quella che si scatena dall’impatto del piede sul terreno e che provoca una serie continua di colpi e contraccolpi che alla fine allenta il nodo delle stringhe. C'è poi anche un’altra forza che contribuisce ad allentare i nodi dei lacci, cioè quella inerziale applicata sulle estremità delle stringhe dall’oscillazione delle gambe durante la camminata.

Esiste quindi un principio meccanico alla base del fenomeno dello scioglimento dei nodi: l'efficacia della tecnica con la quale si legano le stringhe sarebbe direttamente proporzionale alla capacità di resistenza alle due forze che le sollecitano. Secondo i ricercatori questo principio meccanico potrebbe essere applicato anche in ambiti scientifici. Cristopher Daily-Diamond, coautore della ricerca, ha infatti sottolineato che "la comprensione delle strutture annodate (...) trova anche impiego, per esempio, nello studio del Dna o di altre microstrutture: è il primo passo verso la comprensione del perché alcuni nodi sono migliori di altri, cosa che finora non ha mai fatto nessuno".

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