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GIOCARE A FOOTBALL DANNEGGIA IL CERVELLO/ Studio su 111 atleti deceduti: solo uno non era malato

Giocare a football danneggia il cervello: studio su 111 cervelli di atleti getta nuove ombre su questo sport, solo uno non era malato. Il problema è stato accertato dalla NFL

Giocatori NFL rischiano danni cerebrali (Foto: da Pixabay) Giocatori NFL rischiano danni cerebrali (Foto: da Pixabay)

I giocatori di football americano rischiano di riportare problemi alla testa a causa della loro attività sportiva. L'allarme è stato lanciato da uno studio, pubblicato sul Journal of the American Medical Association. La ricerca, a cui il New York Times ha dato ampio risalto, è stata condotta dalla neuropatologa Ann McKee, che ha esaminato il cervello di 202 ex giocatori deceduti, 111 dei quali della lega professionistica di football americano. In 110 casi ha riscontrato l'encefalopatia traumatica cronica (CTE), una malattia neurodegenerativa comune tra gli atleti di alcuni sport. In totale, l'87% ne mostrava i segni. Questa patologia, provocata da colpi violenti ricevuti alla testa, può essere diagnosticata solo post mortem. I sintomi però possono essere riconosciuti nel corso degli anni: dalla perdita di memoria alla confusione, passando per depressione, demenza e alterazione della personalità. I cervelli esaminati sono di giocatori morti in giovane età, anche a soli 23 anni, e anziani, fino a 89 anni.

GIOCARE A FOOTBALL DANNEGGIA IL CERVELLO

PROBLEMA ACCERTATO DALLA LEGA DI FOOTBALL AMERICANO

Il campione non è stato costituito casualmente: nella maggior parte dei casi le famiglie hanno donato i cervelli proprio perché gli ex giocatori aveva mostrato i sintomi di tale malattia neurodegenerativa. Per molti non è stata diffusa l'identità, ma si sa che tra questi ci sono giocatori famosi, come Ken Stabler, ora nella Hall of Fame dello sport. La vicenda getta pesanti ombre sulla che, dopo aver ignorato l'esistenza di un legame tra football americano e , ha riconosciuto nel marzo dell'anno scorso la correlazione. Ora ci si aspetta delle contromisure per evitare altri rischi. Negli Stati Uniti si discute da anni sulle commozioni cerebrali riportate dai giocatori di football americano, soprattutto della NFL, la principale lega professionistica. Di questo tema si è occupato anche il mondo cinematografico: celebre è il film "Concussion" ("Zona d'ombra" in Italia), che racconta la vera storia del dottor Bennet Omalu, interpretato da Will Smith: il neuropatologo nigeriano scoprì la CTE e cominciò la battaglia contro la NFL.

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