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SERGEJ AVDEEV/ "Ho scoperto Dio nello spazio”, chi è lo scienziato che usa la teologia per studiare il cosmo

Sergej Adveev: "Ho scoperto Dio nello spazio". Lo scienziato russo ricorre alla teologia per studiare il cosmo. Le ultime notizie sul cosmonauta che ha trascorso più tempo nello spazio

Avdeev, il cosmonauta che ha scoperto Dio nello spazio (Foto: Wikipedia) Avdeev, il cosmonauta che ha scoperto Dio nello spazio (Foto: Wikipedia)

Scienza e religione, un conflitto che non esiste per Sergej Vasil'evic Avdeev. Il cosmonauta crede che ci sia qualcosa di inspiegabile che governa tutto: «Penso che esista Dio», ha dichiarato nell'intervista all'Avvenire durante una pausa del Festival della follia, Festbook, a Caserta. Lo scienziato russo ha spiegato che la metafisica può aiutare a capire cosa accade nello spazio: «Noi scienziati, che andiamo ai limiti dell'universo e della vita, ricorriamo sempre più spesso a nozioni di teologia e filosofia per spiegarci il cosmo. Questa mia attenzione alla spiritualità si è sviluppata e accresciuta mentre ero nello spazio», ha raccontato Avdeev, ammettendo di aver sviluppato la sua attenzione alla spiritualità proprio mentre era nello spazio. Consapevole di quanto possano suonare strane le sue parole, lo scienziato ha però spiegato che la ricerca di Dio è il futuro dell'umanità. Adveev non è un cosmonauta qualunque: è l'uomo che ha trascorso più tempo nello spazio profondo, cioè 42 ore e 2 minuti.

SERGEJ AVDEEV: "HO SCOPERTO DIO NELLO SPAZIO"

LA SCELTA DI DIVENTARE COSMONAUTA

Sergej Vasil'evic Avdeev ha scelto di diventare cosmonauta dopo aver assistito alle missioni del connazionale Jurij Gagarin: la sua impresa lo affascinò al punto tale da studiare per entrare a far parte di quel mondo. Non pensava che sarebbe arrivato nello spazio, invece è stato mandato in orbita diverse volte. «Niente fu uguale a prima, dal punto di vista professionale, personale, emotivo. Anche fisicamente il mio corpo si è modificato stando nello spazio. Abbiamo scoperto che l'uomo non è fatto per lo spazio, per l'assenza di gravità: si ammala. È anche il motivo per cui adesso le missioni spaziali sono più brevi», ha raccontato nell'intervista all'Avvenire. Lo scienziato russo ha spiegato che la fisiologia umana cambia con la lunga permanenza nello spazio, in questi casi si viene studiati e monitorati. Inoltre, ha svelato che viveva ogni viaggio come l'ultimo: «Salutavo mia moglie, i figli, la mia famiglia, come se non dovessi tornare più». Nello spazio però riusciva a vedere il cielo da una nuova prospettiva, più bella.

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