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NEONATI "ALLA CARTA"/ Un bambino su 32 concepito senza rapporto tra padre e madre

Neonati "alla carta"? Le prospettive dopo le prime "intrusioni" nel patrimonio genetico della specie umana. La riflessione del biologo Jean-François Bouvet per Le Figaro

Neonati Neonati "alla carta"? (Foto: LaPresse)

L'invenzione della fecondazione assistita ha scatenato un big-bang in ambito riproduttivo. Lo dimostrano i numeri del Rapporto annuale dell'Agenzia francese di Biomedicina, secondo cui in Francia un bambino su 32 è stato concepito senza rapporti sessuali. Solo nel 2014 sono stati poco più di 25 mila i bambini nati in Francia grazie alle tecnologie di fecondazione assistita, cioè il 3,1% delle nascite. Un fenomeno però che può essere spiegato anche con la crescita dei problemi di fertilità nelle coppie. La questione però non riguarda solo la Francia, ma ha una portata planetaria. Si può allora parlare per il biologo Jean-François Bouvet di una «frammentazione della procreazione». Le parti interessate infatti sono molteplici: donatori di ovociti, donatori di sperma, madri surrogate e genitori "intenzionali" in caso di gravidanza surrogata, a cui si aggiungono le donatrici di mitocondri. Una prospettiva da prendere sul serio ora per Bouvet è quella della selezione degli embrioni secondo criteri che non hanno nulla a che vedere con le malattie genetiche: «Si può già fare per il sesso del nascituro. Molti paesi offrono questa possibilità: accade in Thailanda, in molti Stati degli Usa e in Cipro. In futuro potrebbero essere predisposti altri criteri di selezione, come il colore degli occhi», ha spiegato il biologo a Le Figaro.

USO INCONTROLLATO DELLA MANIPOLAZIONE GENETICA?

Quando si parla di tecniche di riproduzione si arriva inevitabilmente a parlare poi della modificazione genetica degli embrioni. Il biologo Bouvet ha citato il caso della Cina, che è riuscita a dotare gli embrioni di un gene resistente al virus dell'Aids. La seconda decade del XXI secolo allora sarà ricordata come la fase in cui ci sono state le prime "intrusioni" nel patrimonio genetico della specie umana. Quali conseguenze potrebbero avere questi cambiamenti sul futuro dell'umanità? Per il biologo è facile immaginare cosa succederebbe se un embrione umano venisse modificato geneticamente e poi impiantato: «Se anche le sue cellule riproduttive future venissero influenzate, si arriverebbe a modificare non solo il genoma di un individuo, ma anche quello della sua progenie». La comunità scientifica è comprensibilmente cauta sulla questione: gli scienziati americani, ad esempio, hanno messo in guardia dall'uso incontrollato della manipolazione genetica. La posta in gioco è altissima.

L'ULTIMO CASO "SMONTATO"

Recentemente il dibattito si è concentrato sul CRISPR/Cas9, una tecnica di editing genetico che aveva lasciato presagire la possibilità di eliminare la trasmissione di migliaia di malattie genetiche ai propri figli. L'annuncio di Shoukhrat Mitalipov, biologo americano dell’Università dell'Oregon, è stato poi "smontato". Un gruppo internazionale di esperti sostiene in un articolo apparso su BioRxiv che il difetto genetico del quale si era annunciata la rimozione modificando il Dna potrebbe non essere mai stato corretto. In sintesi, come riporta Le Scienze, «non esiste un meccanismo biologico plausibile per spiegare come una mutazione genetica nello spermatozoo possa essere corretta grazie alla versione del gene della cellula uovo. Più probabilmente, la squadra di Mitalipov non ha corretto davvero la mutazione ed è stata tratta in inganno dall'uso di un test genetico inadeguato». Il botta e risposta è servito, ma la posta in gioco è alta: la "pulizia" genetica della specie umana.

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