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Società

GRAN BRETAGNA/ Guai a chi diventa cattolico. L’incredibile caso di “Miss Brown” e di “Myriam”

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Sette mesi dopo aver assunto queste misure provvisorie, nel novembre 2008, arriva la decisione finale: non solo viene revocato l’affidamento di Miryam ma si arriva addirittura a disporre la cancellazione di Ms. Brown dal registro ufficiale dei genitori affidatari. Non potrà più svolgere in futuro la sua vocazione.

Miryam, devastata e sconvolta dall’accaduto, viene riconsegnata alla sua famiglia d’origine (ignara della conversione), ed un’altra ragazza affidata a Ms. Brown viene portata via.

A nulla è servito il fatto che la stessa sedicenne avesse spiegato di essere interessata al cristianesimo molto prima dell’affidamento, e che, sempre secondo la ragazza, Ms. Brown avesse precisato, fin dal giorno del suo arrivo, che lei avrebbe potuto continuare a professare liberamente la propria fede islamica. Peraltro, il rispetto nei confronti delle convinzioni religiose della ragazza da parte di Ms. Brown era già stato esaminato prima dell’affidamento da parte delle autorità e non erano assolutamente sorti problemi a riguardo. Per evitare ogni questione, comunque, Ms. Brown era arrivata addirittura a scoraggiare la conversione della ragazza, offrendosi di accompagnarla in moschea o da amici di famiglia musulmani.

Miryam, però, si è dimostrata irremovibile nella sua decisione di diventare cristiana.

Gli assistenti sociali che seguivano la ragazza erano, oltretutto, a conoscenza del fatto che frequentasse, fin dal gennaio del 2008, una chiesa cristiana e non hanno mai sollevato obiezioni al riguardo. Avevano persino parlato con lei di tale circostanza e non sembrava avessero disapprovato.

Ma tutto ciò non è servito ad impedire la drastica decisione delle autorità comunali.

Ms. Brown ha tenuto a precisare che la cosa per lei più sconvolgente in questa vicenda surreale è il concetto riduttivo di cristianesimo manifestato dalle autorità ed il fatto che tale credo religioso fosse considerato «in such a negative light». La donna si è giustamente chiesta se lo stesso clamore sarebbe scoppiato anche nell’ipotesi che un “suo” ragazzo si fosse convertito ad una fede diversa da quella cristiana.

E forse sta proprio qui il problema.

 


COMMENTI
01/01/2010 - commento (pietro calcagno)

Mi sale proprio la tristezza a pensare quanto non sappiamo più guardare quel che ci succede: ci stiamo uccidendo con le nostre stesse mani. Dimentichiamo a cosa apparteniamo e non sappiamo più capire cosa vale veramente..è l'abbandono al nulla, ma gente come la Brown esiste ancora!!

 
23/11/2009 - Un commento (Carla D'Agostino Ungaretti)

Purtroppo non c'è più da meravigliarsi: a tanto può arrivare l'ansia della political correctness in un paese di antica e ammirata tradizione pedagogica come il Regno Unito! Ma è triste constatare che tutto ciò è mosso dall'odium fidei! Quando si sveglieranno i cristiani d'Europa e si riapproprieranno delle loro radici? Dio non voglia che questo avvenga a seguito di qualche catastrofe culturale! Ma forse non c'è da essere troppo pessimisti: i cristiani ne hanno passate tante in 2000 anni di storia e sono ancora qui. Del resto anche Gesù si è domandato se il Figlio dell'Uomo avrebbe ancora trovato la fede al suo ritorno sulla terra. Sarà triste però vedere la navicella di Pietro retta soltanto dal Comandante e dal Nostromo!

 
23/11/2009 - Occidente (loris SOleri)

Per questo il problema non è tanto l'Islam (o quello che noi identifichiamo come tale - e sarebbe curioso vedere come stanno in realtà le cose), ma siamo noi "occidentali" (termine orrendo con cui identifichiamo la nostra non cultura del non-senso).