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Società

IL CASO/ Parma “si stacca” dall’Italia e fa un quoziente a misura di famiglia

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Insomma, sottovaluta gravemente il peso che hanno i figli sulla condizione economica. Il “quoziente Parma” prova a sanare esattamente questo vulnus, riconoscendo un sostegno crescente al numero dei figli. Vignali ha già annunciato che da gennaio il nuovo modello entrerà in vigore e progressivamente diventerà lo strumento unico per l’accesso a tutti i servizi.

 

Su un secondo versante, il “Libro Verde per un welfare a misura di famiglia”, presentato dallo stesso Vignali nello scorso mese di giugno, prefigurava una seconda riforma, particolarmente rivoluzionaria nel contesto emiliano: quella legata all’introduzione della libera scelta tra una pluralità di soggetti erogatori, per un ventaglio di servizi che va da quelli alla prima infanzia all’assistenza sociale. Si tratta di una riforma sicuramente più complessa, che dovrà fare i conti con le rigidità presenti nella normativa regionale e con gli interessi corporativi presenti nella città.

 

Il prossimo anno sarà dunque il banco di prova di queste proposte, il cui orientamento a una cultura della sussidiarietà rappresenta (soprattutto per l’Emilia-Romagna) un elemento di innovazione radicale. Se la scommessa sarà vinta, Parma diventerà a tutti gli effetti un laboratorio del nuovo welfare.

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COMMENTI
09/01/2010 - Quoziente si ma RESPONSABILIZZANDO figli in primis (marco penazza)

Bellissima l'iniziativa del Sindaco di Parma, verissimo di proporzionare le risorse o gli sgravi a seconda del numero dei Figli, ma ancora una volta si "danno i pesci da mangiare, e non la canna da pesca" per rendere le famiglie autonome di pescarsi quanto pesce necessita e RESPONSABILIZZARE/EDUCARE i figli e la famiglia realmente in maniera consapevole, significa: personalmente ho tre figli con mia moglie, un universitario, una liceale, una scuola media....le risorse sono mie e di mia moglie che fanno cumulo ai fini isee, ma mio figlio e mia figlia, maggiori, spesso si danno da fare con lavori saltuari alle dipendenze, ed il reddito che loro possono accumulare non deve essere superiore ai 2800euro complessivi annui, se sforano in più dei 2800euro, ai fini stato di famiglia, assegni familiari, e quanto altro, vengono subito declassati, come se fossero ato sufficienti..SECONDO ME IN ETà DI STUDIO CON ESAMI IN ORDINE O POCO IN RITARDO, OGNI TIPO DI ENTRATA, TANTA O POCA, FISSA, O SALTUARIA CHE SIA, NON DOVREBBE ESSERE IN ALCUN MODO CONSIDERATA AI FINI DEL REDDITO CUMULATIVO TOTALE FAMILIARE.Investire nella formazione dei figli è importante, ed ha dei costi molto importanti tra quelli diretti e quelli indiretti/occulti, ma di cui una famiglia si fa carico. Anche li deve essere comunque tutto finalizzato ad un CRITERIOMERITOCRATICO dei figli studenti, ma anche della famiglia virtuosa che dimostra l'investimento continuo e costante nella formazione dei propri figli,AUTOCERTIFICA